Non è ancora tempo per tirare le somme e scrivere la parola fine sul tortuoso sentiero verso la permanenza della categoria. Il Sorrento Calcio 1945, compagine rossonera, guidata da Cristian Serpini non è riuscita nell’impresa di regalare ai propri tifosi l’obiettivo prefissato dopo l’1-1 finale.
Cissè tiene tutti col fiato sospeso in penisola
E’ arrivata proprio sul gong, la beffa targata Atalanta Under 23 per il Sorrento Calcio. Una partita che i rossoneri sembravano avere in pugno sul piano della gestione. La doccia gelata che rinvia ogni sogno di gloria per i tifosi costieri porta la firma di Moustapha Cissé (al 89′ su rigore), che scrive il definitivo 1-1 dopo il vantaggio siglato al 26′ della prima frazione da Antonio Sabbatani.
I due punti mancati sarebbero stati oro colato per D’Ursi e compagni che ora devono obbligatoriamente voltarsi indietro per evitare colpi di scena alla resa dei conti.
Un’unica combinazione per centrare l’obiettivo
Non bastava agli ultras costieri accettare l’ennesima “trasferta” casalinga per inseguire passione e colori; ora la situazione si fa interessante nelle zone calde del girone C di Lega Pro e la salvezza non sembra poi così scontata dopo l’ultima chiamata casalinga stagionale in quel dello Stadio Comunale “Alfredo Viviani” di Potenza.
Per raggiungere l’obiettivo prefissato, il Sorrento dovrà compiere un altro sforzo, quello decisivo per garantirsi la terza serie. Prima della chiusura del sipario, il calendario metterà i rossoneri di fronte al Picerno Calcio e proprio lì non saranno ammesse distrazioni di alcun tipo, al fine di evitare i fantasmi della retrocessione.
Orgoglio e dignità
Sulle note del famoso brano musicale di Lucio Battisti “Orgoglio e dignità”, i tifosi sorrentini chiedono un ulteriore sforzo ai loro beniamini. Gli ultimi 90 minuti della stagione promettono un finale thrilling per il Girone C di Lega Pro, con gli ultras rossoneri pronti ad augurarsi di poter assistere a ciò che di positivo ha regalato la gara contro l’Atalanta Under 23 e conquistare la tanto agognata salvezza, senza dover necessariamente passare dallo spauracchio playout.
Marco Carlino









