Il fatto è questo statemi a sentire… scusate, non è la “Livella” del grande Totò che sto per recitarvi, ma di ben più basso “livello” è il racconto che mi accingo a raccontare. Per tutta la mattinata le voci si sono rincorse, i giornali hanno scritto e in tanti hanno raccontato, sghignazzato e spiegato dinamiche palesi e situazioni meno apparenti. Fattacci antichi e figuracce presenti.
Il problema è, se vogliamo, un po’ più ingombrante del solito, un po’ più imbarazzante che in “tempi di pace”. Sì, perché fino al 25 maggio, Pompei è in “guerra”. Una guerra elettorale, ovviamente, nella quale la politica e i politici si confrontano, attaccano e scontrano e, come accade ormai a tutti i livelli, senza esclusione di colpi: alti, bassi e tiri mancini. Se poi in tutto questo bailamme, un consigliere in carica, nuovamente in corsa per provare a mantenersi ben saldo sullo scranno di Palazzo De Fusco, aggredisce a “mazzate” il più alto funzionario del Comune, bene, allora il livello di “questa specie di politica”, e rubo in altra battuta al Principe De Curtis, allora, dicevo, il “livello è veramente basso”, altra battuta rubata, con buona pace del grande Riccardo Pazzaglia.
Cosa è successo: un pasticciaccio brutto di piazza Schettini (e che ci vuoi fare, stasera sono in vena di citazioni).
“Dove eravamo rimasti…” ah, ecco: il segretario comunale Vittorio Martino, nella mattinata di oggi 20 aprile 2026, è stato aggredito all’uscita degli uffici comunali di Piazza Schettini.
Le cause dell’episodio, per come stanno emergendo nelle prime ore successive ai fatti, affonderebbero le radici nell’esito di una procedura concorsuale. Al centro della vicenda ci sarebbe infatti la prova scritta non superata dal figlio di un consigliere comunale, circostanza che avrebbe fatto da detonatore a quanto accaduto.
Il consigliere in questione è Massimo Malafronte, attualmente in corsa alle elezioni amministrative all’interno della coalizione che sostiene il candidato sindaco Salvatore Alfano, espressione della maggioranza uscente, nella lista riconducibile alla sindaca facente funzione Andreina Esposito, “Pompei nel cuore”.
È in questo contesto che si sarebbe consumato il confronto con il segretario comunale. Malafronte avrebbe incrociato Vittorio Martino e, nel giro di pochi istanti, il dialogo, se così può essere definito, avrebbe ceduto il passo a quella che in tanti hanno definito aggressione: alcuni colpi al volto, sferrati davanti a testimoni presenti sul posto. La tensione era ovviamente tangibile, ma poi, fortunatamente, dopo i primi momenti di caos, è rientrata.
Martino è stato però condotto al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove i medici hanno accertato un trauma cranico con una prognosi di cinque giorni.
Una volta conclusi gli accertamenti sanitari, il segretario comunale ha scelto la via formale, recandosi presso il Commissariato di Polizia di Pompei – guidato dal primo dirigente Antonio Concas – per depositare una denuncia-querela e mettere nero su bianco quanto accaduto.
L’intera vicenda ha immediatamente innescato un’ondata di reazioni nel panorama cittadino, tra politica e opinione pubblica. Resta ora da chiarire la versione dell’esponente coinvolto, che sarà chiamato a fornire la propria ricostruzione dei fatti anche davanti agli inquirenti.
Parallelamente, sono in corso le attività investigative: gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e verificando l’eventuale presenza di immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, nel tentativo di ricomporre con esattezza la sequenza degli eventi avvenuti nei pressi del palazzo di città.
Nelle ore successive, intanto, sembrerebbe che il candidato sindaco Alfano abbia condannato l’episodio, ma la domanda resta una sola: accetterà la candidatura di Malafronte tra le fila della sua coalizione? Che posizione prenderà l’aspirante fascia tricolore di fronte a un fatto tanto deprecabile e tanto grave? Un fattaccio che, a dirla tutta, potrebbe anche rischiare di scoperchiare qualche vaso, o meglio, trovandoci a Pompei, qualche enorme “dolia”, ben sotterrato.
E mi tocca ritornare alle mie prime parole: è una questione di “Livella”, di giustizia, trasparenza, legalità, ripudio della violenza e della “penombra”. Tutte cose dalle quali un candidato a primo cittadino, tuttalpiù di una città che è sempre sotto i riflettori del mondo, dovrebbe tenersi lontano. Il fatto è questo…! staremo a “sentire”…
Gennaro Cirillo









