Confiscato il Castello delle Cerimonie, cosa ne sarà dei sogni (e dei soldi) dei futuri sposi?

Dario Vannetiello, avvocato di Concetta Polese, ha avviato una nuova strategia difensiva. Dopo l’ordine di sgombero, la vicenda sul futuro del Castello delle Cerimonie è entrata in una fase decisiva.

Per questo, la difesa ha scelto di muoversi su due fronti: rivolgendosi sia alla Corte di Cassazione sia alla Corte d’Appello di Roma.

L’udienza in Cassazione

L’udienza, fissata dalla Suprema Corte al 9 luglio, è sul ricorso presentato dalla difesa di “Donna Imma” e dagli avvocati Veronica Paturzo e Andrea Castaldo, per Agostino Polese.

“L’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione” è questo l’obiettivo, affermando che “alla luce delle prove nuove introdotte dopo il processo, il reato di lottizzazione abusiva deve ritenersi insussistente”.

La linea difensiva

“Non fu mai accertato il carico urbanistico/insediativo complessivo, né fu accertata l’effettiva ulteriore urbanizzazione”: questo è quanto sostiene la linea difensiva sul processo originario. Questo passaggio potrebbe incidere, nelle intenzioni dei legali, sull’intero impianto accusatorio che portò poi al sequestro.

La richiesta di revisione

Alla Corte d’Appello è stata depositata, da Vannetiello, una nuova richiesta di revisione della sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata l’8 novembre 2024, poi nei giorni successivi confermata nei vari gradi di giudizio.

Il legale spiega che si tratta di un’azione basata su “otto nuove ed ulteriori prove, rappresentate da atti di pregressi procedimenti penali, consulenze, fatture e fotografie”.

“Il reato di lottizzazione abusiva, pur a volerlo ritenere sussistente, era già prescritto prima dell’inizio del processo”, quindi “il processo che si concluse con la confisca non avrebbe proprio dovuto iniziare”: questa la strategia della difesa, puntare su un profilo procedurale.

Attesa e possibili sviluppi

Il Castello delle Cerimonie è da tanti anni un simbolo del territorio, conosciuto anche grazie alla televisione e per aver ospitato eventi importanti e personaggi famosi, tra cui Diego Armando Maradona e la nazionale argentina durante i Mondiali del 1990.

Proprio per questo, il passaggio presentato dalla difesa è molto importante: se venisse accolto, potrebbe riaprire completamente il caso.

Circa cento lavoratori e l’intero territorio restano in attesa, con il futuro della struttura ancora incerto.

La decisione dei giudici, infatti, sarà fondamentale e potrebbe stabilire in modo definitivo cosa ne sarà di uno dei luoghi più conosciuti per eventi e ristorazione in Campania.

Nonostante l’ordinanza di sgombero, la difesa pensa di avere ancora delle possibilità e ha deciso di muoversi su due fronti, tra Corte di Cassazione e Corte d’Appello, dicendo di “giocarsi tutto” su queste due strade.

Inoltre, non si escludono possibili sorprese, anche alla luce di casi simili degli ultimi anni, come quello del ristorante “Assunta Madre”, restituito ai legittimi proprietari dopo un lungo periodo di sequestro.

Lucia Pia Mandara