Torre Annunziata, Cuccurullo si dimette. Dal procuratore Fragliasso “Parole gravi e profondamente ingiuste”

Il sindaco lascia l’incarico dopo le dure parole della Procura: rivendica il lavoro svolto, respinge le accuse e denuncia una delegittimazione che colpisce l’intera città oplontina

Il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni dopo le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso, intervenendo pubblicamente con un lungo messaggio in cui ha tracciato un bilancio dell’attività amministrativa e spiegato le ragioni della sua decisione.

Le parole del sindaco e l’annuncio delle dimissioni

“Le dichiarazioni che colpiscono in modo generalizzato una comunità intera non aiutano la legalità né rafforzano le Istituzioni: finiscono per restituire un’immagine indistinta e distorta e per mortificare una città che sta invece cercando, con fatica e serietà, di cambiare. In questo senso, le parole del Procuratore Nunzio Fragliasso non colpiscono solo il Sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata”.

“Sono parole che considero gravi e profondamente ingiuste, perché restituiscono un’immagine che non corrisponde alla realtà di una città che, invece, ogni giorno prova a rialzarsi, a ricostruire, a riconquistare dignità e fiducia nelle Istituzioni. Sono un uomo libero e autonomo, un professionista che ha costruito la propria carriera fuori da Torre Annunziata e che non ha mai vissuto di politica”.

“Il mio impegno è stato esclusivamente quello di dare una mano alla mia Città, mettendo a disposizione competenze, tempo e responsabilità. Quando mi sono insediato ho trovato un Comune in condizioni estremamente difficili con carenza di personale, strutture inadeguate, persino l’assenza di un’aula consiliare, oltre a limiti evidenti nelle risorse finanziarie e organizzative”.

Il bilancio dell’attività amministrativa

“Nonostante questo, abbiamo lavorato senza sosta per rimettere in moto la macchina amministrativa e dare risposte concrete ai cittadini. Sono il Sindaco che, nei primi mesi di mandato, ha quasi raddoppiato il corpo della polizia municipale, ha realizzato, attivato e ampliato il sistema di videosorveglianza, mettendolo a disposizione delle forze dell’ordine. Ha proseguito le attività di sgombero delle occupazioni abusive e ha affidato tutti i beni confiscati ad Agrorinasce in perfetta continuità con la Commissione Prefettizia che mi ha preceduto.

“Abbiamo investito nel futuro della città, aprendo asili nido, avviando la realizzazione di mense scolastiche, intervenendo sul recupero di edifici scolastici degradati, come il Penniniello, Monsignor Orlando e la Morrone. Abbiamo ottenuto fondi come i PRIUS, finanziamenti per l’inclusione sociale e contro la povertà educativa, fino alle risorse ottenute, in questi ultimi giorni, per la riqualificazione di via Solferino e via Commercio. Abbiamo recuperato finanziamenti che, per inerzia, stavano per essere perduti, a partire dai fondi per il porto”.

I rapporti con le istituzioni e le opere strategiche

“Ho sollecitato personalmente interventi strategici che dipendevano da altre Amministrazioni: il pronto soccorso di prossima apertura, la Real Fabbrica d’Armi, che in parte diventerà un polo della legalità, e la demolizione di Palazzo Fienga. Su quest’ultimo, in particolare, ho esercitato un’azione costante fin dal mio insediamento e, persino, un ruolo operativo dall’avvio del cantiere. Ho collaborato sempre lealmente con tutte le Istituzioni, compresi Tribunale e Procura, assegnando anche unità di personale a queste strutture nonostante la limitatezza delle risorse disponibili”.

“Tutte le istanze ricevute da queste Istituzioni hanno avuto priorità e attenzione. Questi sono dati oggettivi e non astrattezze. Se esistono ombre, opacità o continuità con il passato, queste non possono essere attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione o a una città, ma devono essere ricondotte a responsabilità individuali, che vanno accertate nelle sedi competenti”.

La scelta di lasciare l’incarico

“Proprio per difendere fino in fondo questa dignità, istituzionale e personale, ritengo di non poter proseguire il mio mandato in un contesto segnato da parole che rischiano di compromettere il rapporto tra Istituzioni e di indebolire la fiducia dei cittadini. Non è accettabile la delegittimazione dell’Amministrazione agli occhi dei cittadini e non accetto che il ruolo che rappresento venga messo in discussione in questo modo, né che la città venga esposta a una narrazione che ne mortifica l’identità e gli sforzi”.

“In questo modo, si finisce con l’alimentare il senso di sfiducia e si creano i presupposti per i quali a far politica rimangono solo i mestieranti. Per queste ragioni, con senso di responsabilità, nella piena consapevolezza, rassegno le mie dimissioni da Sindaco di Torre Annunziata. Ritorno al mio mondo, alla mia professione e alla mia libertà”.

Cuccurullo: “Difendo la mia dignità e la città”

Alla base della decisione del sindaco vi è la volontà di difendere la propria reputazione, l’operato dell’amministrazione e l’immagine della città. Cuccurullo ha sempre ribadito la propria estraneità a qualsiasi ipotesi di infiltrazione e ha scelto un gesto definito plateale per sottolineare la distanza da ogni accusa.

Le parole del Procuratore, ritenute ingiuste dal primo cittadino, hanno inciso sul clima istituzionale proprio nel giorno che avrebbe dovuto rappresentare una rottura definitiva con il passato. Cuccurullo, esponente del Pd, era stato eletto sindaco nel giugno 2024. Nella sua coalizione, oltre al Partito democratico, varie liste civiche progressiste, Area Socialista, Popolari per la Pace, +Europa, Azione.

Le dichiarazioni del Procuratore Fragliasso

Il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, è intervenuto sottolineando il significato simbolico dell’abbattimento di Palazzo Fienga, definito un passaggio cruciale per la città.

 

Nel suo intervento ha dichiarato: “Con lo scioglimento”, correggendosi poi in “commissariamento”, “mi sarei aspettato uno scatto in avanti dalla città. E in primis dall’amministrazione comunale. Serviva un segnale forte di discontinuità rispetto al passato. Io questo segnale lo sto ancora aspettando”.

Fragliasso ha poi parlato di “troppe ombre e poche luci”, denunciando “opacità, contiguità con la criminalità organizzata e inammissibili inerzie”, fino a citare “finanche illegalità” interne all’amministrazione.

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Gli effetti delle dichiarazioni, la giornata simbolica trasformatasi in crisi politica

Le dimissioni arrivano al termine di una giornata che avrebbe dovuto segnare una svolta per la città: l’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, per anni considerato il fortino del clan Gionta e simbolo del potere criminale sul territorio.

Un momento dal forte valore civile e istituzionale che, invece, si è trasformato nell’innesco di una crisi politica profonda, dopo le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica.

Il giorno che avrebbe dovuto rappresentare la rinascita, almeno simbolica, di Torre Annunziata si è così trasformato in un momento di forte tensione tra istituzioni, con la demolizione di Palazzo Fienga che resta un segnale potente, ma accompagnato da un atto d’accusa, forse anche fuori contesto, che ha inciso profondamente sull’equilibrio politico della città e che con le conseguenti dimissioni di Cuccurullo, sicuramente non segnerà un punto a favore di Torre Annunziata.

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