Rapporto Save the Children: la Campania “equilibrista” tra voglia di futuro e carenza di servizi

Nonostante un timido segnale di risalita nella classifica nazionale, essere madri in Campania rimane una sfida quotidiana tra la mancanza di welfare e un mercato del lavoro ancora troppo escludente.

La regione guadagna due posizioni nell’indice generale, ma resta ferma all’ultimo posto in Italia per la salute delle madri.

La Campania prova a risalire la china, ma la strada verso una regione “a misura di mamma” è ancora tutta in salita. Secondo l’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste” di Save the Children, la Campania occupa il 18° posto nella classifica nazionale del Mothers’ Index. Un risultato che segna un piccolo passo avanti (+2 posizioni rispetto allo scorso anno), ma che nasconde contraddizioni profonde tra desiderio di genitorialità e assenza di tutele.

Demografia e rappresentanza

Il dato più incoraggiante arriva dalla Demografia: la Campania si conferma un territorio fertile, attestandosi al quarto posto in Italia per numero medio di figli per donna, superata solo dalle Province Autonome di Bolzano e Trento e dalla Sicilia.

Ottime notizie anche sul fronte della Rappresentanza: la regione compie un balzo di ben sei posizioni, raggiungendo il 10° posto. Questo dato riflette una crescente partecipazione delle donne campane alla vita politica e decisionale a livello locale, un segnale di cambiamento culturale non trascurabile.

Ombre: Il “fanalino di coda” per Salute e Servizi

Il quadro diventa critico quando si passa ai servizi essenziali. Nella dimensione Salute, la Campania crolla all’ultimo posto nazionale (21°). A pesare sono la scarsa offerta di consultori e un quoziente di mortalità infantile che, a livello nazionale, è tornato tristemente a crescere.

Non va meglio per i Servizi per la prima infanzia, che vede la Campania al ventesimo posto. La presa in carico dei bimbi nei nidi si ferma al 6,9% e il divario è abissale se confrontato con la media nazionale o con il Friuli Venezia Giulia.

Lavoro e Soddisfazione: un equilibrio precario

La Campania è salita al 18° posto nel dominio Lavoro, ma il tasso di occupazione delle madri con figli minori resta basso, fermandosi al 39,9%. Nonostante una lieve diminuzione del part-time involontario, il Sud continua a soffrire: mentre al Nord lavora il 73,1% delle madri, nel Mezzogiorno la quota crolla al 45,7%.

Questa precarietà si riflette nella Soddisfazione soggettiva: le madri campane sono tra le più insoddisfatte d’Italia (20° posto), seguite solo dalla Puglia. Infine, preoccupa il fenomeno migratorio: tra il 2014 e il 2024, oltre 200mila giovani under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno per il Nord, un’emorragia di future madri che rischia di svuotare definitivamente il territorio.

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