Il campo ha parlato. Due volte. Ma potrebbe non bastare. Il campionato di Serie D Girone I rischia di essere riscritto nelle aule della giustizia sportiva, e a pagarne il prezzo più alto sarebbe il Savoia 1908.
I numeri, freddi ma inequivocabili, raccontano una storia che oggi rischia di essere cancellata:
- Messina-Savoia 0-1 (23 novembre 2025)
- Savoia-Messina 2-0 (2 aprile 2026)
Due vittorie nette, sei punti conquistati sul campo contro l’ACR Messina 1900.
Dall’altra parte, la Reggina ha raccolto molto meno negli scontri diretti:
- Messina-Reggina 1-0 (12 ottobre 2025)
- Reggina-Messina 1-1 (15 febbraio 2026)
Un solo punto in due partite.
Eppure, è proprio qui che si annida il paradosso: se il ricorso dovesse essere accolto nel merito, il Savoia perderebbe i 6 punti ottenuti contro il Messina, mentre alla Reggina verrebbe sottratto un solo punto. Il risultato? Classifica ribaltata, con i calabresi avanti di due lunghezze e un campionato vinto non sul campo, ma a tavolino.
Una prospettiva che scuote Torre Annunziata e mette in discussione mesi di sacrifici, risultati e lavoro.
Il nodo del ricorso e la decisione del Tribunale
Il caso nasce dall’esposto presentato dalla Reggina alla Procura federale della FIGC, con cui la società calabrese ha denunciato presunte “gravi violazioni” da parte del Messina, legate all’iscrizione al campionato e alla posizione dei tesserati.
Secondo quanto sostenuto, il club peloritano sarebbe stato ammesso nonostante una precedente dichiarazione di insolvenza e avrebbe schierato per gran parte della stagione calciatori con tesseramenti ritenuti nulli. Una situazione che, sempre secondo l’esposto, avrebbe inciso direttamente sulla regolarità del campionato e sui risultati delle gare disputate, comprese quelle contro la stessa Reggina.
Il FIGC, attraverso il Tribunale Federale Nazionale, è già intervenuto con un primo pronunciamento. Il 2 maggio, infatti, è stato depositato un decreto monocratico che ha dichiarato inammissibile e rigettato l’istanza cautelare della Reggina, che chiedeva addirittura la sospensione del campionato.
Il presidente del TFN, Carlo Sica, ha evidenziato “plurimi e gravi vizi di inammissibilità”:
- mancata impugnazione degli atti originari di iscrizione
- assenza della FIGC tra i soggetti coinvolti
- mancato contraddittorio con società direttamente interessate come Savoia e Nissa
Il Tribunale ha inoltre sottolineato un passaggio chiave: il trasferimento del titolo sportivo al nuovo Messina rappresenta un implicito riconoscimento della validità dell’attività sportiva svolta durante la stagione.
Il campionato, dunque, prosegue regolarmente. Ma la partita non è finita: l’udienza di merito è fissata per il 12 maggio a Roma.
Il comunicato del Savoia
La società Savoia ha appena ricevuto la notifica e prende atto del ricorso promosso dalla Reggina nei confronti dell’ACR Messina 1900. Riteniamo grave che si tenti di trasformare, nelle aule della giustizia sportiva, ciò che non è stato ottenuto sul campo. Esiste una differenza sostanziale tra la segnalazione presentata da Savoia e Nissa in occasione della vicenda relativa al calciatore squalificato e il ricorso oggi promosso dalla Reggina, nel primo caso veniva contestata una responsabilità diretta e specifica della società coinvolta, senza alterare artificialmente l’intero equilibrio del campionato.
La posizione della società e la difesa della continuità sportiva
Oggi, invece, si tenta di colpire una società subentrata successivamente, che ha rilevato il titolo sportivo attraverso una procedura autorizzata e vigilata dagli organi competenti. Parliamo di imprenditori che hanno investito risorse, assunto responsabilità e salvaguardato la continuità calcistica di una piazza storica come Messina, acquisendo il club attraverso un percorso trasparente e legittimo, non certo “per strada”. Per questo riteniamo il ricorso promosso dalla Reggina profondamente contrario allo spirito sportivo e ai principi di lealtà che dovrebbero caratterizzare il calcio. Le partite si vincono sul campo. Le classifiche si costruiscono durante una stagione intera, non cercando scorciatoie a campionato concluso.
Fiducia nella giustizia e suggerimenti per il futuro
Abbiamo piena fiducia negli organi di giustizia sportiva e siamo certi che verranno respinti tentativi tardivi e strumentali di alterare gli equilibri del Girone I. Il nostro rispetto resta totale nei confronti della città di Reggio Calabria e della sua straordinaria tifoseria, che merita una rappresentanza all’altezza della propria storia sportiva.
Un ultimo suggerimento ci sentiamo però di darlo, più che investire energie e risorse in ricorsi tardivi e strumentali, forse sarebbe più utile concentrarsi sulla costruzione di un progetto sportivo serio e competitivo, capace di restituire alla città di Reggio Calabria e alla sua tifoseria la dignità calcistica che meritano.
Una città che rischia di vedersi scippare tutto
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, diventerebbe difficile continuare a parlare di sport nel suo significato più autentico. Il Savoia 1908 ha vinto sul campo, battendo due volte l’ACR Messina 1900, conquistando punti pesanti e costruendo, giornata dopo giornata, una leadership fondata su sacrifici, programmazione e risultati concreti.
Rimettere tutto in discussione significherebbe infliggere un colpo durissimo non solo alla squadra, ma a un’intera città che ha creduto, sofferto e gioito, ritrovando entusiasmo attorno ai propri colori. Perché una cosa è la giustizia sportiva, altra è la percezione di giustizia: quando queste due dimensioni si separano, il rischio è quello di lasciare dietro di sé macerie fatte di delusione, rabbia e sfiducia.
Se il campo è davvero il giudice supremo, quanto sta accadendo rischia di incrinare una delle poche certezze rimaste nel calcio. Perché quando i verdetti non arrivano più dal rettangolo verde ma da carte bollate e cavilli, una stagione intera può trasformarsi in un’amara sensazione di ingiustizia.
Ancora una volta, il calcio si trova davanti a un bivio: difendere ciò che è stato conquistato sul campo o piegarsi alla logica dei ricorsi. Torre Annunziata, intanto, ha già scelto da che parte stare.
Pasquale Cirillo








