Traffico di droga tra Campania e Lazio, scatta il blitz: arresti e sequestro da 780mila euro

Dalle prime luci dell'alba, i militari hanno dato esecuzione a misure restrittive in carcere e a un decreto di sequestro d'urgenza. L'indagine colpisce duramente i vertici di un gruppo criminale radicato nel territorio campano con ramificazioni nel basso Lazio.

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Salerno: le Fiamme Gialle hanno smantellato un’organizzazione attiva in cinque province, colpendo anche il patrimonio del sodalizio.

Un colpo durissimo al narcotraffico è stato messo a segno questa mattina dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno. Un’operazione coordinata che ha visto impegnati i finanzieri in un vasto raggio d’azione, colpendo contemporaneamente basi logistiche e patrimoni accumulati illegalmente.

Il blitz in cinque province

Le attività, iniziate alle prime ore del mattino, hanno interessato un asse geografico che attraversa quasi tutta la Campania per spingersi fino al Lazio. I controlli e le catture sono avvenuti nelle province di Salerno, Avellino, Napoli, Caserta, Latina.

I destinatari dei provvedimenti restrittivi in carcere sono ritenuti gravemente indiziati di far parte di una struttura criminale stabile, organizzata gerarchicamente per gestire il traffico illecito di sostanze stupefacenti su larga scala.

Sigilli a beni e conti correnti

Oltre alle misure cautelari personali, la Guardia di Finanza ha eseguito un massiccio intervento sul fronte patrimoniale. Su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dal Pubblico Ministero.

I sigilli sono scattati su beni e valori per un importo complessivo superiore a 780mila euro. L’obiettivo degli inquirenti è quello di neutralizzare la capacità economica dell’organizzazione, sottraendo le risorse necessarie per il sostentamento del sodalizio e per l’acquisto di nuove partite di droga.

Le accuse

L’indagine ha permesso di delineare i contorni di un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere riflette la gravità degli indizi raccolti dagli investigatori nel corso dell’attività tecnica e di osservazione sul territorio, evidenziando una fitta rete di contatti tra i vari membri del gruppo nelle diverse province coinvolte.

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