Per anni San Giorgio a Cremano è stata descritta come un “fortino” politico, una realtà caratterizzata da un consenso stabile e difficilmente scalfibile. Il primo significativo successo elettorale di Zinno arriva nel 2015, quando conquista la guida del Comune con una percentuale superiore al 58% già al primo turno. Un risultato importante, che diventa ancora più netto cinque anni dopo, con l’elezione del 2020, quando supera il 65% dei consensi, consolidando una maggioranza ampia e articolata. In entrambe le tornate, il dato numerico si accompagna a una struttura politica composta da più liste civiche e forze di area centrosinistra, radicate nei diversi quartieri della città.

Nel tempo, questa combinazione tra leadership personale e rete territoriale ha contribuito a definire l’immagine di San Giorgio a Cremano come una roccaforte elettorale. Il quadro trova ulteriore conferma nelle elezioni regionali del 2025, quando il centrosinistra registra nel comune aridosso del capoluogo percentuali particolarmente elevate, ben al di sopra della media regionale. Nello stesso contesto, lo stesso Zinno raccoglie un numero significativo di preferenze, rafforzando il legame tra consenso locale e proiezione sovracomunale.

Alcuni segnali di maggiore articolazione del voto emergono, tuttavia, in consultazioni di natura diversa. Nel referendum del 2026, pur in presenza di una partecipazione significativa, il risultato mostra una distribuzione del consenso meno direttamente riconducibile agli equilibri amministrativi locali. Si tratta di un dato che, pur non intaccando in modo evidente l’orientamento politico prevalente, evidenzia una certa variabilità nelle scelte degli elettori quando il contesto si sposta su temi nazionali.

Le elezioni comunali del 2026 rappresentano un passaggio rilevante. Per la prima volta dopo un decennio, la competizione si svolge senza la candidatura diretta di Zinno, che ha lasciato l’incarico di sindaco per intraprendere un percorso a livello regionale.

Il confronto elettorale si sviluppa quindi in un contesto nuovo, in cui le dinamiche locali si confronteranno tra il Pd, che negli anni passati ha guadagnato un largo consenso, questa volta con Michele Carbone candidato sindaco, seguito da una grande coalizione di dieci civiche e partiti in orbita centrosinistra. A correre per la poltrona tricolore una larga schiera di contendenti composta da Patrizia Nola, con il Movimento Cinque Stelle, e Patrizia Tramontano Guerritore, con la lista Direzione Futuro. A destra, invece, troviamo Roberto Galdieri, sostenuto da Futuro per San Giorgio, e Maurizio Bruno, sostenuto da Fratelli d’Italia e infine Salvatore Maddaloni che guida la civica San Giorgio in diretta. La Lega e Forza Italia sono del tutto assenti dalla competizione elettorale.

Tutti questi competitori devono misurarsi in un contesto inedito, in cui è assente la figura che aveva contribuito a strutturare il consenso negli anni scorsi, anche se il candidato di centrosinistra risulta chiaramente essere il favorito grazie all’importante consenso accumulato dal consigliere regionale Giorgio Zinno.

Pietro Nicosia