Una preziosa scultura lignea policroma del Settecento, trafugata oltre quarant’anni fa dalla Chiesa del SS. Salvatore di Passiano, è tornata finalmente a casa. Nella serata del 7 maggio 2026, alle ore 19, l’opera è stata ufficialmente restituita alla comunità di Cava de’ Tirreni dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in esecuzione di un decreto di dissequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
L’opera raffigura una coppia di teste di cherubini e adornava originariamente la statua della Madonna del Rosario custodita nella chiesa della frazione di Passiano. Il furto risale al 15 novembre 1984.
Il furto del 1984 e il lungo mistero sulla sorte dell’opera
Per oltre quattro decenni della scultura si erano perse completamente le tracce. Il furto aveva privato la comunità di un simbolo religioso e identitario particolarmente sentito, lasciando aperto un caso rimasto irrisolto per anni.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotte dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, hanno consentito di ricostruire il lungo percorso commerciale dell’opera, che nel tempo era finita all’estero attraverso diversi passaggi.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, la scultura era comparsa presso una casa d’aste di Monaco di Baviera, in Germania. Successivamente era stata acquistata da un antiquario di Piano di Sorrento, che l’avrebbe poi venduta a un cittadino statunitense senza la necessaria licenza di esportazione all’estero.
Le indagini dei carabinieri TPC e il ruolo dell’intelligenza artificiale
La svolta investigativa è arrivata grazie al lavoro dei Carabinieri del reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale e all’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati.
Determinante si è rivelata la consultazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, considerata il più grande archivio mondiale del settore, contenente oltre 1,3 milioni di file relativi a opere trafugate. Fondamentale anche il sistema di intelligenza artificiale denominato “S.W.O.A.D.S.” (Stolen Works Of Art Detection System), che ha consentito di identificare con certezza i cherubini rubati dalla chiesa di Passiano.
Gli investigatori hanno così potuto collegare l’opera presente all’estero con quella sottratta nel 1984 dalla chiesa cavese.
Il sequestro, il recupero negli Stati Uniti e il ritorno in Italia
A seguito delle indagini, il GIP del Tribunale di Torre Annunziata ha emesso un decreto di sequestro nell’ambito di un procedimento per ricettazione ed esportazione illecita.
Le attività di recupero sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo TPC di Napoli, con il supporto della Sezione Cooperazione Internazionale del Reparto Operativo TPC.
L’opera è stata restituita dalle autorità statunitensi al Console Generale d’Italia a New York il 21 ottobre 2025. Successivamente la scultura è rientrata in Italia nel dicembre dello scorso anno, completando così il percorso che ha consentito la definitiva restituzione alla comunità di origine.
La restituzione alla Chiesa del SS. Salvatore di Passiano
La riconsegna ufficiale è avvenuta il 7 maggio 2026 nella Chiesa del SS. Salvatore della frazione Passiano di Cava de’ Tirreni, nel Salernitano.
Il ritorno della scultura rappresenta il recupero di un bene artistico e religioso profondamente legato alla storia della comunità locale.
Come evidenziato dagli inquirenti, l’operazione ha consentito ai cittadini di riappropriarsi di un importante simbolo della propria identità culturale e della devozione popolare custodita nella chiesa.
Sarah Riera








