L’entusiasmo in casa Savoia non conosce freni e nonostante gli ultimi scossoni legate a dinamiche socio-politiche che hanno provocato le dimissioni del sindaco della città torrese Cuccurullo, il Principe Emanuele Filiberto sorvola la questione e rilancia.
L’altra faccia della medaglia
La sinergia tra sindaco e Presidente rappresenta le fondamenta sulle quali il Savoia Calcio ha costruito la sua splendida cavalcata per la promozione in Lega Pro. Nonostante Torre Annunziata sia ripiombata, in maniera oggettivamente inattesa, in un tunnel al momento lungo e tortuoso a proposito di criminalità organizzata e inadeguatezza di idee a riqualificare il tessuto sociale, l’argomento di maggiore interesse continua ad essere “il pallone”.
Le parole di Emanuele Filiberto a “Radio Kiss Kiss”, intervistato dal giornalista Walter De Maggio, rincuorano almeno in parte cittadini e tifosi a proposito del futuro della squadra. I virgolettati del numero uno della holding di “Casa Reale” sono parole che sanno di musica per le orecchie per gli ultras biancoscudati e un raggio di sole che squarcia il buio pesto, caduto d’improvviso nella ridente città di Torre Annunziata.
Il Savoia ha conquistato meritatamente sul campo la Lega Pro mandando in visibilio i suoi tifosi. All’appello mancavano ancora la voce del presidente onorario, che intervistato dal giornalista napoletano nel complimentarsi con lui per il traguardo raggiunto gli ha formulato diversi questiti a cui Filiberto ha risposto con chiarezza e trasparenza, evidenziando come egli stesso avesse mantenuto la promessa del salto di categoria. “E’ stato un momento magico, una stagione bellissima. Ricordo ancora quando abbiamo presentato la squadra a inizio stagione dove c’era il sindaco Cuccurullo accanto a me”. E aggiunge: “..avevamo fatto una promessa comune. Io avrei portato la squadra in C e lui iniziato e portato a termine i lavori allo stadio”.
Il Principe fissa l’obiettivo Serie B. C’è la data
Il presidente onorario dunque, si augura di intravedere solo segnali positivi e non ripercussioni negative sulla continuazione del restyling dello stadio “Giraud”, dopo il terremoto delle ultime 48 ore sulla questione “Palazzo Fienga”. Ma in particolare l’auspicio più grande sarebbe quello di veder giocare il Savoia nel “fortino” , quello sì, di “Piazzale Gargiulo” per le partite casalinghe di Lega Pro (e non altrove).
Il messaggio oggi più che mai, è chiaramente rivolto al sindaco, fresco dimissionario dal ruolo politico della città di Torre Annunziata, invitato a fare la sua parte magari chissà, ritornando sui suoi passi.
Infine, il primo rappresentante della società biancoscudata chiude sbilanciandosi sulla possibilità di vedere a breve il Savoia addirittura in Serie B: “Per ora abbiamo una bella idea imprenditoriale – conclude – penso possa dare molte opportunità per arrivare in cadetteria tra tre anni”.
Il Savoia motore per la rinascita di Torre Annunziata
In un contesto cittadino complesso, dove le vicende politiche e sociali rischiano di oscurare ogni prospettiva positiva, il Savoia Calcio rappresenta oggi molto più di una semplice squadra: è un simbolo di riscatto e speranza. Le parole del Principe Emanuele Filiberto di Savoia tracciano una visione ambiziosa, forse audace, ma necessaria per alimentare entusiasmo e progettualità. Resta da capire se alle promesse seguiranno fatti concreti, soprattutto sul piano infrastrutturale e istituzionale. Una cosa, però, è certa: Torre Annunziata ha bisogno di credere in qualcosa, e il calcio, ancora una volta, si candida a essere il motore di questa rinascita.
Marco Carlino









