La crisi politica a Torre Annunziata si è trasformata in un acceso scontro pubblico dopo le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, con un botta e risposta sempre più duro tra esponenti politici e istituzioni.

Le dichiarazioni di Sangiuliano

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano ha commentato duramente la situazione amministrativa della città, affermando:
“Ogni cittadino onesto e attento alla qualità dell’amministrazione pubblica in Campania dovrebbe essere grato al procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, per aver squarciato il velo delle ipocrisie sulla città”.

Ha poi aggiunto:
“Le dimissioni del sindaco erano doverose e dovevano avvenire già da tempo”, descrivendo la città come “ferma senza prospettive di rilancio economico e sociale”.

Sangiuliano ha inoltre collegato la crisi a un più ampio cambiamento, sostenendo che “l’abbattimento di Palazzo Fienga è solo l’inizio di un risanamento materiale che deve accompagnarsi a quello morale con un cambio di classe dirigente”.

Ha infine citato lo scrittore Michele Prisco e i suoi romanzi, ritenuti “attuali” nella lettura della realtà cittadina.

Il ruolo del procuratore e le dimissioni del sindaco

Le dimissioni di Cuccurullo sono arrivate dopo le dichiarazioni del procuratore capo Nunzio Fragliasso durante la cerimonia di abbattimento di Palazzo Fienga, in cui aveva affermato:

“Ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale”.

La replica di Cuccurullo e il tema del garantismo

Il sindaco dimissionario ha accusato Sangiuliano di incoerenza, affermando:
“Quando le ombre del caso Boccia hanno toccato lui, il ministro Sangiuliano ha rivendicato la presunzione d’innocenza, il rispetto del processo e l’attesa degli accertamenti. Oggi, però, si scopre giustizialista di ferro”.
Ha poi definito questo atteggiamento: “Garantismo a corrente alternata”.

Cuccurullo ha anche sottolineato come il garantismo venga, a suo dire, applicato in modo selettivo: “È un mantello da indossare quando serve a sé e da strappare di dosso quando serve agli altri”.

Le polemiche politiche e culturali

Il sindaco ha infine criticato anche l’autorevolezza dell’ex ministro, ricordando il Premio Strega 2023 e un episodio in cui Sangiuliano, “da ministro della Cultura, ammise in diretta televisiva di aver votato i libri finalisti senza averli letti”.

Ha poi concluso con parole ironiche:
“Si comprende allora la passione odierna per i titoli dei romanzi di Michele Prisco. I titoli, in effetti, restano più maneggevoli delle pagine”.

Una frattura politica che va oltre Torre Annunziata

Lo scontro tra le parti riflette una frattura più ampia: da un lato la richiesta di rinnovamento politico e di responsabilità amministrativa, dall’altro la difesa del garantismo e delle garanzie costituzionali.

Al centro della vicenda restano però le pesanti valutazioni della magistratura, che hanno riacceso il dibattito sulla gestione del Comune e sulla credibilità delle istituzioni locali.

Lucia Pia Mandara