Vico Equense, incendiano per errore l'auto sbagliata: arrestati due uomini

Un 22enne di nazionalità serba, sospettato di aver partecipato a una violenta rapina avvenuta a Boscoreale nel settembre di due anni fa, è stato individuato in Francia e arrestato in esecuzione di un mandato di arresto europeo.

Successivamente è stato trasferito in Italia e, una volta giunto all’aeroporto di Fiumicino, è stato subito fermato dalla Polizia di Frontiera Aerea.

Nei suoi confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina.

Indagini e presunti complici

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Boscoreale durante le indagini, il giovane avrebbe agito insieme a un connazionale già arrestato nel luglio scorso e condannato in primo grado, oltre ad almeno altri tre complici ancora non identificati.

Il 22enne è accusato di rapina aggravata, tentato furto in abitazione, lesioni personali e possesso di oggetti atti a offendere.

Ricostruzione della rapina

La banda avrebbe agito in orario serale, con il volto coperto e utilizzando oggetti contundenti come strumenti di aggressione. Dopo un secondo tentativo di intrusione in un’abitazione, i soggetti sarebbero stati costretti alla fuga dal rientro improvviso dei proprietari di casa.

Durante l’azione, una donna di 30 anni sarebbe stata bloccata e derubata della sua auto. Più grave quanto accaduto allo zio della vittima, un uomo con disabilità, che sarebbe stato spinto fuori dal veicolo e successivamente investito dai fuggitivi mentre cercavano di dileguarsi, secondo quanto emerso dalla ricostruzione degli investigatori.

Prove e sviluppi delle indagini

Dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona sono state estratte le immagini che, insieme alle testimonianze raccolte e all’esame delle tracce biologiche rinvenute sui cappellini utilizzati durante il colpo, hanno permesso agli investigatori di ricostruire la dinamica dei fatti.

Questi elementi si sono rivelati determinanti per l’identificazione del presunto responsabile. Per risalire agli altri componenti del gruppo criminale ancora non identificati, proseguiranno quindi le indagini.

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Lucia Pia Mandara