Il Savoia di Catalano nella storia del club oplontino: le pagelle

L'impresa dal tecnico pugliese può equipararsi a quella del Savoia di Farinelli ed è seconda soltanto a quella realizzata da Gigi De Canio e Osvaldo Iaconi

Più passano i giorni e più tutto diventa di colpo più nitido; smaltita finalmente la tensione accumulata negli ultimi mesi ecco che si comincia a realizzare di aver coronato un sogno tanto inseguito nel corso di questi lunghi undici anni.

Quello che è stato capace di realizzare questo Savoia di Raimondo Catalano è un qualcosa che resterà scolpito per sempre nella memoria del club, una impresa molto simile a quella realizzata dalla squadra dell’allora patron Luigi Farinelli che nel 1989, dopo un lungo ed entusiasmante testa a testa con l’Ac Stabia, conquistò la serie C2 e seconda soltanto alle gemme incastonate da Gigi De Canio nel 1994/1995 (serie C1 dopo la finale di Foggia contro il Matera) e da Osvaldo Iaconi che nel 1999/2000 regalò alla città la Serie B dopo aver condotto i suoi ragazzi alla vittoria nello spareggio di Avellino contro la Juve Stabia.

Eppure, chissà cosa pensavano allora i neo-arrivati calciatori (tanti giovanissimi) che, in quella calda giornata di agosto, ammiravano, con lo sguardo un po’ impaurito ed allo stesso tempo incuriosito, la grande folla accorsa per conoscere la nuova rosa attratta anche dal suo fascino “esotico” considerati i numerosi stranieri arrivati dalla Spagna e dall’Argentina, non sapendo ancora che sarebbero stati in grado, di lì a pochi mesi, di vincere il loro primo campionato da protagonisti ed incidere il proprio nome nella storia del club.

Onore e merito alla società che si è affidata ad una dirigenza di livello ed ad un direttore sportivo tra i più preparati della categoria che ha allestito una rosa equilibrata e duttile, un giusto mix di calciatori esperti e giovani di valore prediligendo in primis le qualità umane. Avrebbero dovuto essere atleti con fame e voglia di emergere, in grado di dare tutto sé stessi in campo sino alla fine, proprio come piace alla tifoseria.

Il pagellone

De Lorenzo 6,5: Partito inizialmente titolare, il giovane portiere calabrese ha alternato alti e bassi non riuscendo ad essere costante. Ad ottime prestazioni (con la Reggina in casa) si sono succedute alcune incertezze (vedi trasferta a Sambiase) che hanno convinto la dirigenza ad intervenire sul mercato per affiancargli una alternativa.

Iuliano 8: Arrivato a gennaio, il giovane portiere classe 2007, ex Cavese, si è subito conquistato il posto da titolare a suon di parate e prestazioni convincenti. Considerata la giovane età, deve sicuramente migliorare nel modo di gestire il pallone con i piedi e diventare più sicuro nelle uscite ma ha dalla sua parte tutto il tempo per poter completare il suo percorso di crescita ed ambire a categorie superiori.

Checa 9: Il regista della difesa. L’esperto calciatore spagnolo arrivato dalla Vibonese ha stupito tutti per grinta e applicazione. Forte di testa si è rivelato insuperabile nei duelli aerei per qualsiasi attaccante avversario oltre ad essere in possesso anche di una buona tecnica. Di lui è piaciuta la sua eleganza nell’avanzare palla al piede senza mai spazzarla, la sua capacità di leggere anzitempo l’azione con diagonali provvidenziali e di impostare l’azione dalle retrovie. Insomma un libero vecchia maniera, ma che ha saputo interpretare nello stesso tempo il ruolo in chiave moderna.

Cadili 8: Stagione impeccabile anche per l’ex Sorrento, prezioso in fase di copertura dall’alto della sua esperienza. Dopo l’arrivo di Vaccaro aveva temporaneamente perso il posto da titolare e non è un caso che quando se ne è riappropriato il Savoia ha ingranato la marcia definitiva.

Forte 8: Voto alto anche per l’ex Casertana protagonista di una prima parte di stagione super. Il gigante napoletano ha portato muscoli ed esperienza nel cuore della difesa oplontina ed anche qualche goal decisivo come quello siglato a Messina di testa.

Frasson 7,5: Il giovane calciatore argentino, nonchè uno dei migliori under della scorsa stagione, si è fatto sempre trovare pronto quando chiamato in causa al punto da partire titolare tante volte grazie anche alla sua duttilità che lo rende in grado di occupare tutti i ruoli della difesa. Bravo in fase di marcatura ed inoltre ha messo a referto anche qualche goal importante (ad esempio quello nelle sfida interna con la Gelbison).

Vaccaro 7: Il suo arrivo si è rivelato importante al fine di consentire al tecnico Raimondo Catalano di avere maggiori soluzioni in difesa. Ha garantito esperienza, applicazione tattica e senso della posizione.

Schiavi 10: Che stagione per il capitano. Nonostante il peso di indossare una fascia così importante il ventisettenne ex Portici non si è tirato indietro trascinando la squadra in campo e caricandola nei momenti difficili. Un vero e proprio treno sulla fascia destra imprendibile per qualsiasi avversario, ha letteralmente fatto la differenza rivelandosi uno dei maggiori protagonisti della vittoria finale.

Fiasco 8: Una delle scommesse vinte dalla società. Nonostante la giovane età ed una prima stagione con alti e bassi la società ha puntato su di lui ed ha avuto ragione perchè l’esterno classe 2005 è cresciuto esponenzialmente fino a diventare uno degli under più interessanti della Serie D. Abilissimo nel dribbling e nelle triangolazioni ha mostrato anche grande personalità. Si pensi, ad esempio, alla grande prestazione di Reggio Calabria dove ha fatto ammattire gli avversari sulla propria fascia di competenza. Se migliorerà anche nella fase difensiva, brucerà presto le tappe.

Bitonto 7: Tra i migliori under della scorsa stagione il giovane terzino si è fatto trovare sempre pronto quando chiamato in causa garantendo affidabilità e qualità.

Ledesma 9: Il metronomo della squadra. Piedi delicati e grande visione di gioco, l’argentino ex Brindisi ha subito preso in mano il centrocampo dei bianchi divenendone un elemento imprescindibile. Si dice sempre che il reparto più importante di una squadra è il centrocampo ed il Savoia ha saputo scegliere con intelligenza a chi consegnarne le chiavi.

Meola 8,5: Difficile tenere fuori uno come lui. Uomo ovunque del centrocampo, capace sia di recuperare palloni che inserirsi in area avversaria, si è rivelato prezioso anche in fase realizzativa. Da rivedere ed ancora rivedere la rete siglata in casa della Gelbison.

Pisacane 9,5: Di gran lunga uno dei migliori. Il giovane gioiellino classe 2005 è stata una fantastica intuizione della società; quantità, qualità e personalità lo hanno reso, in appena un anno, un calciatore completo pronto per il grande salto. A nostro avviso uno dei migliori giovani della Serie D.

Sellaf 6,5: Calciatore dotato di grande tecnica e che se si accende ed entra subito in partita, è in grado di rubare la scena. L’inesperienza e la giovane età lo rendono però a volte troppo lezioso e sicuro dei suoi mezzi e questo aspetto lo porta spesso a commettere leggerezze. Giovane comunque molto interessante che avrà sicuramente tutto il tempo per migliorare.

Borrelli 6,5: Per lui pochi gettoni di presenza ma elemento che si è sempre fatto trovare pronto dando l’anima per la maglia. E non dimentichiamoci la grande stagione dello scorso anno quando si rivelò tra i migliori.

Tiveron 6,5: Finché ha potuto ritagliarsi uno spazio fino all’infortunio, ha sempre fatto bene. Ennesimo giovane di belle speranze che conferma la bontà delle scelte della società per quanto concerne il parco under.

Guida 9,5: Appena arrivato nella sua Torre Annunziata, il forte giocoliere oplontino si è subito caricato sulle spalle il peso e la responsabilità di riportare il Savoia nel calcio che conta e ci è riuscito al primo colpo, proprio come undici anni fa fece allora l’ex capitano Francesco Scarpa. Super giocate e goal fondamentali come la doppietta all’Enna ed il goal al Sambiase con cui ha trascinato l’intero ambiente nei momenti difficili. Al triplice fischio finale della gara con la Santacataldese nei suoi occhi si leggevano esattamente tutte le sue emozioni.

Umbaca 10: Il migliore del Savoia e scommessa vincente del ds Antonio Mazzei che lo ha portato con sé da Sambiase. Imprescindibile per il gioco di Catalano poiché prezioso sia in fase di copertura che in fase realizzativa, ha letteralmente fatto la differenza sulla sua corsia di competenza grazie alla sua capacità di dialogare con i compagni e di inserirsi con grande intelligenza nel cuore delle difese avversarie. Migliore marcatore dei bianchi con undici goal molti dei quali, di pregevole fattura.

Munoz 9,5: Tra il “loco”, come ama farsi chiamare, e Torre Annunziata è stato subito amore a prima vista. Lo spagnolo è stato contagiato dalla passione che si respirava in città vivendo una nuova vita calcistica e rendendosi protagonista di una delle migliori stagioni nella sua carriera da calciatore, condita da 10 reti e giocate di alta scuola; i tifosi invece, si sono innamorati della sua voglia di dare tutto in campo, di lottare fino all’ultima goccia di sudore per questa maglia. È stato il calciatore che ha maggiormente incarnato la voglia di rinascita dei bianchi e nonostante un inizio di girone di ritorno sottotono, si è ripreso la scena nel finale come solo i giocatori di grande talento sanno fare. Con il pallone tra i piedi, quando si esalta, è in grado di inventare qualsiasi cosa.

Favetta 7: Giocatore tra i più apprezzati dai tifosi per l’impegno che lo ha portato sempre ad uscire dal campo con la maglia sudata, l’attaccante ex Taranto, pur vivendo una prima parte di stagione un po’ sottotono (anche a causa di tanta sfortuna) si è riscattato alla grande dopo l’infortunio, rientrando in campo in ottima condizione atletica e con la voglia di spaccare il mondo. Ed i risultati sono subito arrivati: goal decisivi che assieme a quelli segnati nel girone di andata e passati in secondo piano, si sono rivelati decisivi.

Nussbaumer 6: Forse, al gigante austriaco, ci sarebbe voluto più tempo per adattarsi a questa nuova realtà. Tuttavia, nonostante le prime difficoltà iniziali, ha saputo ritagliarsi il suo spazio e nel finale di stagione diventare anche decisivo. Suo il goal vittoria a Lamezia che ha dato il via alla rimonta.

Reis 6: Poche le volte in cui è partito titolare ma il brasiliano, quando è stato chiamato in causa, ha sempre dato il suo apporto come nella insidiosa trasferta di Reggio Calabria quando ha fatto spesso reparto da solo. Decisiva la sua rete nei minuti di recupero contro la Vigor Lamezia al Giraud.

Boly, Maggiore, Domenico Esposito e Di Leva: senza voto

Raimondo Catalano voto 10

La più grande scommessa vinta dalla società che ha deciso di puntare su un tecnico bravo a lavorare con i giovani. Dopo aver salvato la Primavera del Bari, il tecnico di origini pugliesi compie un capolavoro riportando i bianchi in Serie C dopo undici anni. Non sono mancate le critiche ed i momenti difficili ma lui non si è scomposto; è andato avanti per la sua strada e con le sue scelte con la sua filosofia di calcio che (soprattutto nella prina fase del campionato) si è tradotta in spettacolo e bel gioco con la ricerca costante del fraseggio dal basso senza mai buttare la palla e delle verticalizzazioni ed i risultati alla fine lo hanno premiato: miglior attacco del torneo con una partecipazione corale di tutta la squadra al goal e terza miglior difesa. Chapeau.

Pasquale De Falco