Papa Leone XIV a Pompei, oltre 6mila fedeli per la Supplica: “Mi sento il primo benedetto”

Oltre 6mila fedeli hanno accolto Papa Leone XIV al Santuario di Pompei nel giorno della Supplica. Il Pontefice ha incontrato malati, bambini e famiglie

Oltre seimila fedeli hanno riempito la piazza del Santuario di Santuario di Pompei per accogliere Papa Leone XIV nel giorno della tradizionale Supplica alla Madonna del Rosario.

Tutti i settori predisposti davanti alla Basilica sono andati rapidamente esauriti, mentre centinaia di persone hanno seguito la celebrazione anche dall’esterno grazie ai cinque maxischermi installati per l’occasione.

Il Papa arriva a Pompei
Papa Leone XIV a Pompei, oltre 6mila fedeli per la Supplica: “Mi sento il primo benedetto”

All’interno del Santuario erano presenti circa 400 tra malati, anziani e persone con disabilità. Prima della celebrazione eucaristica, il Pontefice ha voluto salutare personalmente bambini, famiglie, ammalati e alcune religiose in sedia a rotelle, fermandosi poi nella cappella dedicata a Bartolo Longo per un momento di preghiera davanti alle sue spoglie.

Vi ringrazio per essere qui così numerosi, superando le difficoltà con la forza della fede e l’amore verso Maria”, ha detto il Papa nel suo saluto ai fedeli. Rivolgendosi in particolare ai sofferenti, Leone XIV ha sottolineato come “i malati e chi vive nella sofferenza siano i più vicini al cuore della Madre”.

“Mi sento il primo benedetto per poter essere qui nel giorno della Supplica”

Parlando a braccio all’ingresso nel Santuario, il Pontefice ha definito quella di Pompei “una giornata di benedizioni”, aggiungendo: “Mi sento il primo benedetto per poter essere qui nel giorno della Supplica e in questo anniversario”. Un riferimento al primo anno del suo pontificato: proprio l’8 maggio dello scorso anno Leone XIV si affacciò per la prima volta dalla Loggia di San Pietro dopo l’elezione.

Ad accoglierlo è stato l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, che ha definito la visita papale “un momento storico” per la città mariana. Caputo ha ricordato il ruolo delle opere di carità nate attorno al Santuario, parlando di Pompei come di un “crocevia di speranza” costruito sulla fede, sull’accoglienza e sulla preghiera.

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