La famiglia Polese non ha intenzione di fermarsi dopo che il Tar ha confermato la revoca delle licenze e delle autorizzazioni al Castello delle Cerimonie. In una nota ufficiale fa sapere di aver “già conferito mandato ai nostri legali affinché venga proposto immediato appello innanzi al Consiglio di Stato”.
La decisione dei giudici amministrativi è immediata e a comunicarlo è stata la sindaca di Sant’Antonio Abate Ilaria Abagnale, che ha spiegato che già da oggi lòe attività de Grand Hotel La Sonrisa “debbono cessare”.
I Polese e la Sonrisa: “Fiducia nella giustizia”
“La famiglia Polese e in particolare la società La Sonrisa è fiduciosa che la giustizia possa fare il suo corso”, si legge nel comunicato. “Con gli strumenti a nostra disposizione continuiamo la nostra battaglia affinché giustizia sia fatta in merito al nostro caso, che è a dir poco clamoroso”.
La decisione del Tar di ieri, lunedì 11 maggio rappresenta un nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria e amministrativa del Castello delle Cerimonie, alla base della quale c’è la sentenza definitiva relativa alla lottizzazione abusiva dell’area, che ha stabilito l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili e dei terreni interessati.
La sindaca Abagnale ha anche annunciato l’emissione di una seconda ordinanza di sgombero che riguarda la parte commerciale della struttura.
“Gravi conseguenze per i lavoratori e le aziende locali”
“Nel rispetto delle istituzioni e della magistratura amministrativa”, si legge ancora nella nota, “si evidenzia che l’immediata esecutività del provvedimento rischia di produrre conseguenza gravi e irreversibili sul piano occupazionale, economico e sociale, coinvolgendo centinaia di lavoratori, famiglie e attività del territorio. Senza contare il danno irreparabile che subirebbero persone del tutto estranee ai fatti e prive di responsabilità: i clienti”.
Per questo, prosegue la Direzione de La Sonrisa, “la società auspica che possano essere valutare tutte le misure previste dall’ordinamento, volte a consentire la prosecuzione temporanea delle attività sino alla definitiva pronuncia del Consiglio di Stato, al fine di evitare effetti pregiudizievoli non più rimediabili”.
“Continueremo ad operare con responsabilità”
La struttura “continuerà ad operare con senso di responsabilità, trasparenza e collaborazione istituzionale, confidando che ogni ulteriore valutazione possa avvenire nel rispetto dei principi di correttezza, continuità aziendale e tutela del lavoro”.
Intanto in sede penale è pendente, presso la Corte di Appello di Roma, una nuova richiesta di revisione. Ed è fissata un’altra udienza in Cassazione il 9 luglio. Entrambi i procedimenti sono stati instaurati da Concetta Polese e sono finalizzati alla cancellazione della confisca collegata al reato di lottizzazione abusiva.
“L’esito positivo dei procedimenti in sede penale – si legge ancora nella nota – cancellerebbe di colpo tutti i problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del Castello delle Cerimonie”.









