Stefano Addeo è ricoverato in condizioni critiche all’Ospedale del Mare dopo una caduta dal secondo piano. L’uomo era già stato sospeso dall’insegnamento e isolato dalla comunità.
Stefano Addeo, il docente di 61 anni originario di Marigliano, è attualmente ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale del Mare di Napoli. L’uomo è giunto nel presidio sanitario partenopeo a seguito di una caduta dal secondo piano della propria abitazione. Le fonti ospedaliere descrivono un quadro clinico complesso: il paziente è politraumatizzato e si trova in stato di neuroprotezione, monitorato costantemente dai medici del reparto di rianimazione.
La ricostruzione dei fatti
Il fatto è avvenuto nella giornata di ieri e rappresenta il secondo episodio di questo tipo nel giro di un anno. Già nei mesi scorsi, infatti, Addeo aveva tentato un gesto estremo attraverso un’overdose di farmaci, venendo salvato in extremis.
La sua vicenda personale e professionale ha subito una brusca accelerazione un anno fa, quando un post pubblicato sul suo profilo Facebook scatenò un’ondata di contestazioni nazionali. Nel messaggio, il docente faceva riferimento alla figlia della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, evocando la sorte di Martina Carbonaro, la quattordicenne di Afragola uccisa a sassate.
Quel post portò alla sua immediata sospensione dal servizio presso un istituto linguistico di Cicciano e all’apertura di un caso mediatico che ha segnato la sua vita privata.
Il provvedimento disciplinare e lo “stigma sociale”
Dopo la pubblicazione del contenuto offensivo, Addeo aveva tentato di giustificarsi parlando di un errore legato all’intelligenza artificiale, per poi porgere scuse formali che tuttavia non hanno fermato l’iter disciplinare della direzione scolastica regionale.
Da quel momento, l’uomo è rimasto lontano dalle aule, vivendo un progressivo allontanamento dal contesto sociale e lavorativo. La sua quotidianità, trascorsa a Marigliano per assistere l’anziana madre malata, è stata caratterizzata da un crescente isolamento, come confermato dalle persone a lui più vicine che hanno seguito l’evolversi della situazione psicologica del docente.
La testimonianza di Don Luigi Merola
Don Luigi Merola, che ha mantenuto contatti telefonici costanti con il docente, ha riferito di averlo sentito l’ultima volta lo scorso aprile. Secondo il parroco, Stefano Addeo non è mai riuscito a superare il peso delle critiche e la sensazione di essere stato definitivamente sanzionato dalla società, ben oltre il provvedimento amministrativo.
Merola ha descritto un uomo che, pur ammettendo i propri errori, si sentiva vittima di un sistema digitale incapace di prevedere percorsi di reinserimento o di perdono, finendo per restare solo in un momento di estrema fragilità personale.









