Napoli, maxi operazione della Polizia tra Campania e Nord Italia: indagini su accessi abusivi ai sistemi informatici e corruzione

Maxi operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Napoli tra Campania, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Nel mirino una presunta organizzazione criminale accusata di accessi abusivi ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio

Una vasta operazione di polizia giudiziaria è scattata all’alba su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli: 29 misure cautelari, sequestri per 1,3 milioni di euro e indagini su un presunto sistema di corruzione e vendita di dati sensibili.

Una vasta operazione di polizia giudiziaria è scattata all’alba su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli. L’attività investigativa, coordinata dagli inquirenti partenopei e condotta dalla Polizia di Stato, ha interessato diverse città italiane tra cui Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano.

L’inchiesta ruota attorno a una presunta organizzazione criminale ritenuta coinvolta in accessi abusivi a sistemi informatici, episodi di corruzione e diffusione illecita di informazioni coperte da segreto d’ufficio. Secondo gli investigatori, sarebbe stato messo in piedi un articolato sistema di acquisizione e compravendita di dati sensibili ottenuti illegalmente attraverso l’accesso a banche dati istituzionali.

Le misure cautelari eseguite in cinque province

Nel corso dell’operazione, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea – Sezione Criminalità Informatica.

Il provvedimento dispone:

  • 4 custodie cautelari in carcere;
  • 6 arresti domiciliari;
  • 19 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Complessivamente sono dunque 29 gli indagati raggiunti dalle misure cautelari, tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

Contestualmente, nei confronti di alcuni indagati sono stati eseguiti sequestri per un valore complessivo di circa 1 milione e 300mila euro.

L’indagine della Squadra Mobile e della Polizia Postale

L’operazione arriva al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e sviluppata dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori avrebbero individuato una struttura criminale ben organizzata e ramificata in più aree della penisola, finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali per ottenere illegalmente informazioni riservate successivamente cedute dietro compenso.

Il presunto sistema di corruzione e vendita dei dati

Le investigazioni avrebbero documentato un presunto sistema collaudato di corruttela che coinvolgeva pubblici ufficiali, tra cui anche appartenenti a diverse forze di polizia, oltre a imprenditori attivi nel settore delle agenzie investigative e del recupero crediti.

Al centro dell’inchiesta vi sarebbero accessi abusivi a sistemi informatici di interesse nazionale, in particolare a banche dati utilizzate dalle forze dell’ordine, finalizzati all’acquisizione di informazioni sensibili da rivendere successivamente a soggetti interessati.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i dati ottenuti illegalmente venivano raccolti in veri e propri “pacchetti” informativi e ceduti a esponenti dell’organizzazione, che a loro volta li commercializzavano a società e privati.

I dati sensibili finiti nel presunto traffico illecito

Tra le informazioni finite al centro del presunto mercato illecito figurerebbero:

  • precedenti penali e di polizia;
  • dati fiscali;
  • informazioni retributive e contributive;
  • dati bancari;
  • informazioni previdenziali;
  • dati relativi ai veicoli.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, tra le presunte vittime degli accessi abusivi figurano anche personaggi del mondo dello spettacolo, della finanza e dell’imprenditoria, oltre a diverse società per azioni.

Le perquisizioni e il “listino prezzi” sequestrato

Nel corso delle indagini sono state eseguite numerose perquisizioni nelle sedi delle agenzie coinvolte e nelle abitazioni di alcuni indagati. Gli investigatori hanno sequestrato dispositivi elettronici, documentazione e materiale informatico ritenuti utili alla ricostruzione delle attività contestate.

Tra i documenti acquisiti dagli investigatori vi sarebbe anche un presunto “listino prezzi” dettagliato, contenente generalità, codici fiscali, tipologie di accertamenti richiesti e relativi costi.

Secondo quanto emerso, per un accesso alla banca dati SDI il compenso destinato ai pubblici ufficiali corrotti sarebbe stato pari a 25 euro, mentre per verifiche INPS il prezzo oscillava tra 6 e 11 euro, a seconda del documento richiesto.

Gli accertamenti ancora in corso

Le perquisizioni e gli accertamenti sono stati eseguiti contemporaneamente in diverse province italiane, con il coinvolgimento di personale specializzato impegnato nell’analisi di dispositivi informatici, flussi di comunicazione e documentazione riservata.

Gli inquirenti stanno ora approfondendo eventuali ulteriori passaggi di informazioni sensibili e il possibile coinvolgimento di altri soggetti.

La Procura mantiene al momento il massimo riserbo sugli ulteriori sviluppi investigativi. Resta fermo che i provvedimenti eseguiti costituiscono misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.