Nuovo passaggio istituzionale sul caso Torre Annunziata, al centro dell’attenzione nazionale per il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali.
Il procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso è stato ascoltato dal Comitato III della Commissione parlamentare antimafia, nell’ambito di un’audizione durata oltre due ore e i cui contenuti sono stati secretati. L’incontro, come spiegato dal senatore Salvo Sallemi, ha consentito di approfondire «logiche e dinamiche» legate al territorio, con particolare riferimento ai rapporti tra politica locale, apparati amministrativi e criminalità organizzata.
Secondo quanto riferito, l’audizione ha fornito elementi utili per analizzare le cause del recente provvedimento ispettivo e per valutare i rischi di condizionamento della vita pubblica. Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema della demolizione di Palazzo Fienga, considerato simbolo storico del potere del clan Gionta, indicato come passaggio rilevante nel quadro delle azioni di contrasto sul territorio.
L’audizione si inserisce in un contesto politico già segnato dalle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, annunciate nei giorni successivi alle dichiarazioni dello stesso procuratore Fragliasso. Il primo cittadino aveva motivato la scelta parlando di dichiarazioni «gravi e ingiuste», ritenute lesive dell’immagine della città e dell’operato dell’amministrazione. Nel suo intervento, Cuccurullo aveva rivendicato i risultati ottenuti durante il mandato, tra cui il potenziamento della polizia municipale, l’ampliamento della videosorveglianza, interventi su scuole, beni confiscati e progetti di riqualificazione urbana.
Alla base della crisi istituzionale, le parole del procuratore Nunzio Fragliasso, che in occasione dell’avvio della demolizione di Palazzo Fienga aveva parlato di «ombre», «opacità» e possibili forme di contiguità con la criminalità organizzata all’interno dell’amministrazione. Dichiarazioni che hanno innescato un duro confronto istituzionale e politico, sfociato nelle dimissioni del sindaco.
Il caso Torre Annunziata resta ora al centro dell’attività della Commissione antimafia, che ha avviato un percorso di approfondimento per analizzare i tentativi delle organizzazioni criminali di influenzare la pubblica amministrazione e la politica locale.
Un’attenzione che, secondo quanto emerso, continuerà nei prossimi mesi con ulteriori verifiche e audizioni.









