Attimi di forte tensione durante il passaggio del Giro d’Italia nel territorio di San Vitaliano, in provincia di Napoli, dove due giovani avrebbero invaso la carreggiata nel tentativo di far cadere i ciclisti impegnati nella corsa rosa. L’episodio si è verificato lungo la rotatoria della Strada Statale 7bis, in un tratto della tappa da Paestum a Napoli, quando il gruppo si trovava a meno di 40 chilometri dall’arrivo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due ragazzi, entrambi di circa 20 anni e residenti a San Vitaliano, avrebbero oltrepassato le barriere di sicurezza e si sarebbero posizionati sulla rotonda a pochissimi centimetri dai corridori, tentando ripetutamente di toccarli e farli cadere. Il gesto ha generato momenti di grave pericolo per gli atleti, impegnati ad alta velocità nel finale di tappa.
L’azione sulla rotatoria della Statale 7bis
I fatti si sono verificati in un punto particolarmente delicato del percorso, la rotatoria della Strada Statale 7bis di San Vitaliano, dove il gruppo transitava a forte velocità.
Dalle ricostruzioni emerge che i due giovani si sarebbero piazzati direttamente sulla carreggiata, tentando più volte di interferire con il passaggio dei ciclisti. Nonostante le manovre improvvise dei corridori per evitare il contatto, il rischio di caduta è stato concreto per diversi secondi.
Fortunatamente nessuno degli atleti è caduto e non si sono registrate conseguenze fisiche, ma la situazione avrebbe potuto avere esiti estremamente gravi considerando la vicinanza all’arrivo e l’alta velocità del gruppo.
Le immagini in diretta e l’intervento immediato delle volanti
Determinanti per l’intervento sono state le immagini trasmesse in diretta e immediatamente visionate dalle forze dell’ordine.
Le volanti del Commissariato di Nola sono partite subito dopo la segnalazione, già durante il transito della carovana, e al termine del passaggio si sono messe sulle tracce dei due giovani. Gli agenti, impegnati nel servizio di sicurezza per la corsa, li hanno individuati rapidamente all’interno delle palazzine popolari di San Vitaliano.
I due sono stati quindi bloccati e identificati, per poi essere denunciati a piede libero.
La denuncia e la normativa sportiva
Nei confronti dei due ventenni è scattata la denuncia ai sensi della legge 401 del 1989, norma che disciplina gli interventi nel settore del gioco e delle scommesse clandestine e la tutela della correttezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive.
In particolare, viene contestata l’applicazione dell’articolo 6-bis, relativo a lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive.
Per i due giovani è prevista una possibile pena fino a un anno di reclusione. Secondo quanto emerso, avrebbero evitato l’arresto in flagranza per la mancata presentazione di denuncia da parte della parte offesa, cioè i ciclisti coinvolti.
Le indagini e il profilo dei due giovani
Dagli accertamenti è emerso che uno dei due giovani risulta avere precedenti penali. Entrambi sono residenti nella zona di San Vitaliano e sarebbero stati individuati grazie alla rapidità delle indagini avviate immediatamente dopo la visione delle immagini.
L’azione degli agenti si è sviluppata in tempi molto brevi, consentendo di ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e di risalire ai presunti responsabili nel giro di poche ore.
Il rischio sfiorato durante il passaggio della corsa
L’episodio si è verificato in un tratto particolarmente sensibile della tappa, con il gruppo lanciato verso il traguardo e i corridori impegnati in uno dei momenti più veloci del percorso.
La presenza improvvisa dei due giovani sulla carreggiata ha rappresentato un serio rischio per la sicurezza degli atleti e dell’intera carovana, che ha comunque proseguito senza interruzioni grazie alla gestione immediata della situazione da parte delle forze dell’ordine e dei corridori stessi.
Marco Celiberti








