Un nuovo spazio, una nuova fase, ma soprattutto una nuova possibilità di espressione per chi ha sempre scelto di trasformare la fragilità in linguaggio creativo.
L’associazione L’Aliante torna a farsi sentire sul territorio con un progetto che unisce arte, musica e partecipazione, rilanciando la propria attività dopo anni complessi segnati prima dallo stop pandemico e poi dalla mancanza di una sede adeguata.

Il rilancio avverrà il 31 maggio alle 19:30 al Miramare, con la performance dal titolo “Dal buio alla rinascita. Oltre l’inizio della luce”, un evento che non è soltanto uno spettacolo, ma una dichiarazione di identità collettiva. Sul palco ci saranno i ragazzi dell’associazione, protagonisti di un percorso creativo costruito su musica, pittura e narrazione personale.
L’obiettivo non è solo artistico. L’iniziativa nasce infatti anche come momento di raccolta fondi per sostenere le attività future e permettere all’associazione di consolidare finalmente una sede stabile, dopo anni in cui gli incontri si sono svolti in spazi privati non sempre adatti, anche a causa di barriere architettoniche e limiti strutturali.
Ricostruire un percorso interrotto
Secondo la presidente Annamaria Auricino Santoro, l’esperienza dell’associazione è iniziata nel 2000 con un’idea chiara: costruire un luogo in cui la diversità non fosse considerata un ostacolo, ma una risorsa. Una visione che oggi torna centrale proprio nel momento in cui si tenta di ricostruire un percorso interrotto.
Il periodo post-Covid, insieme all’assenza di una struttura adeguata, ha avuto un impatto significativo sulla continuità delle attività, riducendo la partecipazione e rallentando la capacità di attrarre nuovi iscritti. Da qui la decisione di ripartire con un approccio più strutturato, coinvolgendo tutor specializzati e collaborazioni esterne, con l’obiettivo di ampliare le opportunità espressive dei ragazzi.

Il cuore del progetto resta però immutato: dare voce a chi troppo spesso viene raccontato solo attraverso la propria condizione. In questo caso, invece, sono i protagonisti stessi a raccontarsi, rivendicando un’identità che non si limita alla definizione di “diversamente abili”, ma che si costruisce attraverso creatività, relazione e presenza attiva.
“Vogliamo esserci e vogliamo essere ascoltati”, è il messaggio che emerge con forza dalle attività dell’associazione, che punta a rafforzare il legame tra arte e inclusione sociale, trasformando ogni performance in un’occasione di incontro con il territorio.







