Fine della latitanza per Pietro Izzo, detto “Pierino il pompiere”, ritenuto dagli investigatori elemento di vertice del Clan Licciardi. Il sessantenne è stato arrestato ad Alicante, in Spagna, al termine di un’operazione congiunta della Polizia di Stato e della Policia Nacional.
Il blitz è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Napoli, con il supporto dello Sco, dello Scip e della cooperazione internazionale di polizia. Determinante il monitoraggio dei familiari del latitante, che stavano organizzando un viaggio per raggiungerlo. Gli investigatori sono riusciti così a localizzarlo e a intervenire.
Izzo era irreperibile dal 25 giugno, quando nei suoi confronti era stato emesso un decreto di fermo della Direzione distrettuale antimafia di Napoli per estorsione aggravata dal metodo mafioso, poi trasformato in ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Secondo le indagini, il presunto boss sarebbe legato al sistema criminale dell’Alleanza di Secondigliano, che comprende oltre al clan Licciardi anche i clan Clan Contini e Clan Mallardo.
Le accuse riguardano una tentata estorsione ai danni di un imprenditore edile impegnato in lavori tra il rione Gescal e la Masseria Cardone. Alla vittima sarebbe stato imposto il pagamento di un pizzo da 5.000 euro, con minacce esplicite legate al controllo del territorio. Per la stessa vicenda erano già stati arrestati e condannati in primo grado Luca Gelsomino e Giovanni Napoli.
L’arresto è stato eseguito con il supporto di Europol e della rete Enfast, confermando la presenza di una rete di favoreggiatori e di appoggi economici che hanno consentito al latitante di nascondersi all’estero.
Con il fermo di Izzo, gli investigatori ritengono di aver chiuso il cerchio su una delle indagini più rilevanti degli ultimi mesi, colpendo il vertice di uno dei gruppi criminali storicamente più radicati nell’area nord di Napoli.








