E’ stata una serata da incanto, non so se si possono provare emozioni in tale quantità e qualità tutte in una volta e tutto questo al Giraud di Torre Annunziata che già soffre di suo. L’hanno maltrattato, deturpato e abbandonato, ma quando deve sorridere sa farlo e ieri anche lui sorrideva.

Una squadra, una società, un insieme di tifosi che non vogliono altro che continuare ad innamorarsi sempre più di questa maglia bianca che da oltre un secolo ha creato un fil rouge d’amore tra generazioni.

Il Giraud torna a vivere: cori, famiglie e giovani savoiardi

Quanti giovani e giovanissimi hanno intonato canti Savoiardi e quanti altri lo faranno. Ecco, ieri parlavo col mio amico Gigi Paturzo di Televomero, invitandolo a riprendere due bambine, che, accanto ai loro genitori, applaudivano e cantavano all’unisono.

Tanta gente a vedere e sentire parole di dolce fuoco, dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che, sotto la curva della tribuna, indicava il prossimo obiettivo… la Serie B in due anni.

E la signora Santilli, che invece si immetteva in un gioco pauroso… la Serie A.

Le lacrime di Matachione e una promozione conquistata contro tutti

E il nostro Nazario Matachione che chiamato sotto la curva singhiozzava dalla commozione: lui, una persona che fa di tutto per sdrammatizzare e ridurre ogni cosa all’essenziale. Beh quei ragazzi gli hanno fatto perdere l’aplombe.

Poi ha recuperato e ha ricevuto la coppa del vincitore del Girone I di Serie D, ma quanto è stato difficile e quante polemiche ha scatenato in chi non aveva messo i bianchi in lizza per la vittoria. C’erano fior fiori di squadre con un pedigree fantastico.

Catalano, Mazzei e i protagonisti del miracolo biancoscudato

E ora ecco i protagonisti prendersi la loro giusta e meritata parte di commozione e gioia, dal Mister Raimondo Catalano, che avrà un futuro molto in alto, a quel signore, in tutti i sensi, di Antonio Mazzei che ha imbastito una squadra di campioni, alcuni provenienti da oscure realtà, e altri, perfetti sconosciuti che ora girano nei taccuini degli specialisti del calcio.

E loro, sì, i calciatori che hanno segnato il loro e nostro destino, da chi ha avuto poco minutaggio a chi ha superato con eleganza e classe ogni difficoltà, chiamati anch’essi sotto la curva hanno festeggiato come si doveva, l’applauso e le grida d’entusiasmo di quei ragazzacci meravigliosi degli ultras…

“Forza Savoia”: il racconto di una notte che resterà nella storia

Le emozioni spesso donano felicità, ma ieri mi sono ritirato a casa devastato in un fisico già gravato da qualche acciacco, ma a me è anche l’età di chi non sa, né vuole rinunciare a godere dei successi di Torre Oplontina e del mio, nostro Savoia

E mò bona jurnata e forza SAVOIA.

Ernesto Limito