Antonio Conte e il Napoli sono arrivati ai titoli di coda. La decisione è stata presa e, salvo clamorosi colpi di scena, il tecnico salentino lascerà la panchina azzurra dopo la sfida contro l’Udinese, ultima partita della stagione. Un addio maturato nelle ultime settimane e già comunicato al presidente Aurelio De Laurentiis, che avrebbe ormai preso atto della scelta dell’allenatore.
Conte chiuderà la sua esperienza a Napoli con uno Scudetto, una Supercoppa italiana e una qualificazione in Champions League conquistata con un turno d’anticipo. La separazione sarà consensuale, senza strappi e senza buonuscite: il tecnico rinuncerà infatti al terzo anno di contratto e a circa 18 milioni di euro lordi complessivi destinati a lui e al suo staff.
Il dado è tratto: Conte lascia il Napoli
La sensazione si era già percepita dopo le dichiarazioni successive alla vittoria di Pisa, ma adesso lo scenario sembra ormai definito. Antonio Conte ha deciso di chiudere il proprio ciclo in azzurro dopo due stagioni. Il tecnico non avrebbe più intenzione di proseguire il rapporto con il club nonostante un contratto valido fino al 2027.
Una scelta maturata dopo lunghe riflessioni e comunicata direttamente a De Laurentiis settimane fa. L’allenatore salentino avrebbe spiegato al presidente di considerare concluso il proprio percorso a Napoli, ritenendo difficile poter fare meglio di quanto costruito in questo biennio. Alla base della scelta ci sarebbe anche la convinzione di aver già dato tutto alla causa azzurra e di lasciare una squadra competitiva e ricostruita dopo le macerie trovate al suo arrivo.
La rescissione consensuale e i milioni lasciati sul tavolo
L’addio tra Conte e il Napoli avverrà in maniera consensuale e senza tensioni. Non sono previste buonuscite, penali o contenziosi legali tra le parti. Il tecnico rinuncerà infatti al terzo anno di contratto e a circa 18 milioni di euro lordi di stipendio complessivi tra lui e il suo staff.
Una decisione che viene letta anche come la conferma del rapporto personale costruito con Aurelio De Laurentiis nel corso degli ultimi anni. Il presidente azzurro, pur sperando fino all’ultimo in un ripensamento, avrebbe deciso di non opporsi alla volontà dell’allenatore. Nessun divorzio traumatico dunque, ma una separazione pacata che dovrebbe essere formalizzata già nei prossimi giorni dai rispettivi legali.
Lo Scudetto della rinascita e la Supercoppa
Conte lascia Napoli dopo aver completamente trasformato il volto della squadra. Quando arrivò nel giugno del 2024, il club era reduce da una stagione drammatica chiusa al decimo posto, con tre allenatori alternatisi in panchina e senza qualificazione alle coppe europee. Nel giro di pochi mesi il tecnico salentino è riuscito a ricostruire il gruppo e a riportare il Napoli ai vertici del calcio italiano.
Il momento simbolo della sua esperienza resta il 23 maggio 2025, giorno del quarto Scudetto della storia azzurra conquistato contro il Cagliari grazie al gol decisivo di Scott McTominay. A dicembre 2025 è arrivata anche la vittoria della Supercoppa italiana a Riad contro il Bologna, con David Neres protagonista nella finale disputata in Arabia Saudita. Infine la qualificazione matematica alla prossima Champions League ottenuta grazie al successo contro il Pisa, con i gol di McTominay, Rrahmani e Hojlund.
Il nodo del progetto e il Napoli “ridimensionato”
Dietro la scelta di Conte ci sarebbe soprattutto una differenza di vedute sul futuro del club e sul progetto tecnico della prossima stagione. Secondo quanto emerso, l’allenatore non avrebbe condiviso l’idea di un Napoli più attento al contenimento dei costi, con un monte ingaggi destinato a ridursi e una strategia orientata al ringiovanimento della rosa.
Attualmente il monte stipendi del Napoli sfiora i 110 milioni di euro, il terzo più alto della Serie A dopo Inter e Juventus. La società starebbe valutando una riduzione significativa dei costi per il prossimo ciclo. Conte avrebbe percepito questo scenario come un ridimensionamento delle ambizioni sportive, soprattutto rispetto alla possibilità di competere immediatamente con Inter, Milan e Juventus. Per questo motivo il tecnico sarebbe rimasto irremovibile sulla propria decisione, senza nemmeno voler approfondire il nuovo progetto tecnico immaginato dalla società.
Nessuna rottura ma il ciclo è finito
Nonostante la separazione imminente, tra Conte e il Napoli non ci saranno scontri pubblici o rotture traumatiche. L’allenatore avrebbe scelto di mantenere il massimo riserbo anche all’interno dello spogliatoio fino al raggiungimento dell’obiettivo Champions. Persino molti componenti dello staff e diversi calciatori non sarebbero stati ancora informati ufficialmente della sua decisione.
Prima della sfida con l’Udinese, però, Conte parlerà alla squadra per comunicare personalmente l’addio. Il tecnico è convinto di lasciare al proprio successore una squadra strutturata e competitiva, molto diversa da quella che trovò al momento del suo arrivo dopo il disastro della stagione post Scudetto.
I rapporti difficili e la tensione dell’ultima stagione
Nel corso della stagione non sarebbero mancati momenti di tensione tra Conte e alcune componenti dell’ambiente Napoli. Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, il tecnico non avrebbe gradito diverse critiche ricevute durante l’anno e avrebbe vissuto con fastidio alcune contestazioni arrivate dall’esterno. Inoltre, i rapporti con alcuni settori del club – compresa l’area medica dopo i numerosi infortuni stagionali – non sarebbero stati sempre sereni. Anche con alcuni calciatori, secondo quanto filtrato, il clima non sarebbe stato totalmente disteso negli ultimi mesi. Conte avrebbe vissuto una stagione molto intensa e logorante, pur riuscendo a mantenere il Napoli stabilmente ai vertici della classifica.
Il futuro di Conte e il nome di Sarri per il dopo
Al momento Antonio Conte non avrebbe già una nuova panchina pronta. Non risultano contatti concreti né con club italiani né con federazioni straniere. Nelle ultime settimane erano circolate anche voci su un possibile approdo in Nazionale, ma al momento non sarebbero stati avviati dialoghi ufficiali con la Figc. Non viene esclusa nemmeno l’ipotesi di un anno sabbatico, soluzione già adottata dal tecnico in passato.
Nel frattempo il Napoli si starebbe già muovendo per il futuro. Il nome più suggestivo resta quello di Maurizio Sarri, che potrebbe tornare sulla panchina azzurra dopo l’esperienza vissuta tra il 2015 e il 2018. Secondo le indiscrezioni, i primi contatti tra il tecnico toscano e il club sarebbero già stati avviati. Sul tavolo ci sarebbe un contratto triennale da circa 2,6 milioni di euro netti a stagione, con bonus legati alla Champions League. Tra gli altri profili monitorati dal Napoli ci sarebbero anche Massimiliano Allegri, Vincenzo Italiano e Fabio Grosso.
Il Napoli del centenario senza il “condottiero”
Se la separazione verrà ufficializzata dopo la gara con l’Udinese, il Napoli si preparerà a vivere la stagione del centenario senza l’allenatore che ha guidato il club verso il quarto Scudetto della sua storia. Conte chiuderà la sua esperienza azzurra con un bilancio di 53 vittorie, 19 pareggi e 18 sconfitte, numeri che certificano il peso avuto nella rinascita della squadra dopo la crisi post tricolore.
Su di lui, negli anni, sono state pronunciate parole che raccontano perfettamente il suo impatto nei club allenati. Gianluigi Buffon disse: “Con lui arrivi o primo o secondo”. Mentre Daniele Adani descrisse così il suo metodo: “Ti entra dentro e lascia morti”. A Napoli resta la sensazione di un ciclo intenso, vincente e destinato a entrare nella storia recente del club azzurro.
Pasquale Cirillo








