Torre annunziata affoga nei “falsi rimborsi” e nei “gettoni” gonfiati: le dimissioni del capogruppo Pd Giorgio

Dalle dimissioni del capogruppo Pd Fabio Giorgio alle accuse della Procura sui rimborsi comunali: Torre Annunziata vive giorni drammatici tra inchieste, tensioni politiche e spettro dello scioglimento

La nuova bufera giudiziaria che ha investito Torre Annunziata non è soltanto un’inchiesta su rimborsi e commissioni consiliari. È l’ennesimo colpo che si abbatte su una città già schiacciata da mesi di tensioni istituzionali, accuse pesantissime, dimissioni eccellenti e dall’incubo dello scioglimento del Comune per infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’esplosione della cosiddetta Rimborsopoli ha avuto un effetto immediato sul quadro politico cittadino. Poche ore dopo le perquisizioni e il sequestro disposto dalla Procura oplontina, il capogruppo del Partito Democratico Fabio Giorgio ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Una scelta definita dallo stesso esponente politico come un “atto morale” e di “responsabilità istituzionale”.

Le dimissioni di Fabio Giorgio: “Scelta sofferta ma necessaria”

Nel comunicato diffuso alla stampa, Fabio Giorgio ha spiegato di aver deciso di lasciare il Consiglio comunale “con senso di responsabilità istituzionale e profondo rispetto verso la città di Torre Annunziata”. Il consigliere ha definito le dimissioni una decisione “sofferta”, maturata “esclusivamente per un atto morale e di tutela dell’immagine delle istituzioni e della comunità”.

“Ritengo infatti che, in questo momento, sia doveroso fare un passo indietro affinché ogni vicenda possa essere chiarita con la massima serenità e trasparenza”, ha scritto Giorgio nella nota.

L’ex capogruppo Pd ha anche dichiarato di avere piena fiducia nella magistratura e di essere certo che la propria posizione verrà chiarita. “Continuerò a mantenere immutato il mio amore per Torre Annunziata e il rispetto verso la sua comunità. Le istituzioni devono essere sempre preservate da ogni possibile strumentalizzazione o clima che possa nuocere alla serenità amministrativa”, conclude il comunicato.

La città sotto assedio politico e giudiziario

La vicenda esplode in un contesto già devastato dalle polemiche. Torre Annunziata vive da settimane sospesa tra crisi amministrativa, inchieste e accuse gravissime.

L’attenzione resta altissima soprattutto dopo il lavoro della commissione d’accesso nominata dal Ministero dell’Interno per verificare eventuali infiltrazioni camorristiche all’interno dell’amministrazione comunale. Una decisione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri è attesa nei prossimi giorni e potrebbe cambiare radicalmente il futuro della città.

Nel frattempo il clima politico si è ulteriormente deteriorato dopo le parole pronunciate dal procuratore Nunzio Fragliasso davanti ai ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi durante un incontro pubblico a Palazzo Fienga. Dichiarazioni che avevano acceso i riflettori su presunte illegalità diffuse all’interno dell’apparato amministrativo oplontino e che contribuirono ad aumentare la pressione sul sindaco Corrado Cuccurullo, poi dimessosi.

Commissioni quotidiane e oltre 100mila euro di spese

Uno degli aspetti più pesanti emersi dall’inchiesta riguarda proprio il funzionamento delle commissioni consiliari. Secondo la documentazione richiamata dagli investigatori, nel primo quadrimestre il Comune avrebbe sostenuto costi superiori ai 106mila euro complessivi tra sedute delle commissioni e rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri.

Il segretario generale Amedeo Rocco aveva segnalato una situazione ritenuta anomala, con commissioni convocate praticamente ogni giorno dal lunedì al venerdì e argomenti, in alcuni casi, considerati generici o estranei alle competenze degli organi convocati. Proprio da quella segnalazione sono partite le indagini della Guardia di Finanza.

Il quadro accusatorio e le contestazioni della Procura

La Procura di Torre Annunziata contesta agli indagati reati molto pesanti: truffa aggravata continuata ai danni del Comune, falso ideologico, sostituzione di persona e falsa attestazione a pubblico ufficiale.

Nel decreto del gip si parla apertamente di condotte ritenute “truffaldine” poste in essere da consiglieri comunali che avrebbero sfruttato il proprio ruolo istituzionale per ottenere rimborsi non dovuti. Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe funzionato attraverso false attestazioni relative ai luoghi di lavoro e ai tempi necessari per raggiungere il Comune.

In un caso, gli investigatori sostengono che sia stato addirittura costruito un rapporto di lavoro fittizio in un sindacato con sede a Civitavecchia. Nell’altro, sarebbero stati gonfiati i tempi di percorrenza tra il luogo di lavoro e Palazzo Criscuolo.

Il risultato è un clima sempre più incandescente, con Torre Annunziata che continua a ritrovarsi al centro di inchieste, polemiche e sospetti mentre la città attende di conoscere il proprio destino istituzionale.

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