Mentre nelle scuole campane si respira già l’atmosfera della fine delle lezioni, con studenti e famiglie che guardano alle vacanze estive e agli appuntamenti conclusivi dell’anno scolastico 2025/2026, la Regione Campania ha ufficializzato il calendario per il prossimo anno.
Per gli alunni delle scuole primarie e secondarie, infatti, la chiusura delle attività didattiche è ormai vicina: il termine delle lezioni dell’anno in corso è fissato nei primi giorni di giugno, mentre per le scuole dell’infanzia le attività proseguiranno fino al 30 giugno.
Tra ultime verifiche, recite scolastiche, saggi di fine anno e preparazione agli esami di Stato, le scuole stanno vivendo uno dei momenti più intensi dell’intero calendario didattico. In questo clima di saluti e bilanci, la Regione ha già tracciato la road map del prossimo anno scolastico.
La decisione della Giunta regionale per il prossimo anno
In Campania gli studenti torneranno tra i banchi il prossimo 15 settembre 2026. Lo ha deciso la Giunta regionale, che nelle ultime ore ha approvato ufficialmente il nuovo calendario scolastico relativo all’anno 2026/2027.
Il provvedimento riguarda tutte le scuole del territorio regionale e stabilisce le principali scadenze dell’attività didattica per il prossimo anno.
Quando finiranno le lezioni nel 2027
Secondo quanto stabilito dalla Regione Campania, le lezioni termineranno l’8 giugno 2027 per le scuole primarie e secondarie, mentre le attività educative delle scuole dell’infanzia si concluderanno il 30 giugno 2027.
Le date rappresentano un punto di riferimento importante non solo per il mondo della scuola, ma anche per le famiglie che già iniziano a programmare vacanze, attività sportive e impegni estivi.
Le scuole potranno adattare il calendario
L’approvazione del calendario regionale arriva mentre migliaia di studenti campani stanno vivendo le ultime settimane dell’anno scolastico 2025/2026, tra interrogazioni finali, scrutini e preparazione agli esami conclusivi.
Il nuovo calendario scolastico sarà ora recepito dai singoli istituti, che potranno eventualmente adattare alcune giornate in base all’autonomia scolastica e alle esigenze organizzative dei territori, nel rispetto del numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa nazionale e regionale.









