Per due giorni Pompei è diventata uno dei principali punti di riferimento internazionali per il dibattito sulla gestione sostenibile dell’acqua e sulla resilienza urbana.
Si è conclusa infatti l’edizione 2026 di UrbanWaterSECURITY, il forum scientifico dedicato alla sicurezza idrica, ai cambiamenti climatici e alle nuove strategie per proteggere le risorse ambientali nelle città contemporanee.

L’iniziativa si è svolta il 18 e 19 maggio all’interno dell’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, richiamando studiosi, professionisti, ricercatori e rappresentanti istituzionali provenienti da diversi Paesi. A promuovere l’evento è stata la Divisione di Ingegneria Sanitaria Ambientale (SEED) dell’Università degli Studi di Salerno, coordinata dal professor Vincenzo Belgiorno, in collaborazione con università internazionali e con il Parco Archeologico.
Al centro del confronto temi considerati strategici per il futuro delle aree urbane: trattamento avanzato delle acque reflue, intelligenza artificiale applicata al monitoraggio ambientale, contaminanti emergenti, microplastiche, PFAS, economia circolare e modelli innovativi di resilienza delle infrastrutture idriche.
Il legame tra innovazione e memoria storica
Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è stato il legame tra innovazione e memoria storica. Pompei, con il suo straordinario sistema idraulico antico, è stata indicata come esempio di gestione avanzata dell’acqua già in epoca romana. Proprio il dialogo tra le soluzioni del passato e le tecnologie contemporanee ha rappresentato uno dei temi centrali dell’intero appuntamento scientifico.
Tra gli interventi istituzionali più attesi quello del Commissario Straordinario Unico per la depurazione e il riuso delle acque reflue, Fabio Fatuzzo, che ha fatto il punto sui grandi interventi infrastrutturali in corso in Campania per superare le procedure di infrazione europea legate alla depurazione.

Particolare attenzione è stata riservata al nuovo impianto di depurazione di Napoli Est, un’opera dal valore superiore ai 150 milioni di euro affidata alla multinazionale spagnola Acciona S.p.A.. Si tratta di uno degli investimenti più rilevanti realizzati nel Mezzogiorno nel settore del trattamento delle acque reflue.
Parallelamente stanno avanzando anche gli iter relativi agli impianti di Benevento e Mondragone, mentre risultano in fase conclusiva le procedure autorizzative per il completamento delle reti fognarie dell’isola di Ischia. L’intero piano regionale vale circa 450 milioni di euro e punta a modernizzare in profondità il sistema depurativo campano.
“Dobbiamo restituire qualità ambientale a territori straordinari”
“Dobbiamo restituire qualità ambientale a territori straordinari”, ha spiegato Fabio Fatuzzo, sottolineando come l’obiettivo non riguardi soltanto il superamento delle sanzioni europee ma soprattutto la tutela del territorio e della salute pubblica.
Il professor Vincenzo Naddeo, General Chair dell’evento, ha invece evidenziato il valore simbolico della scelta di Pompei come sede dell’iniziativa. Secondo Naddeo, l’antica città romana dimostra come già in passato esistessero sistemi idraulici estremamente avanzati e resilienti, capaci ancora oggi di offrire spunti utili per affrontare le sfide climatiche contemporanee.

Sulla necessità di investire non solo nelle infrastrutture ma anche nella formazione si è soffermato il professor Vincenzo Belgiorno. Le nuove direttive europee, ha spiegato, richiedono competenze sempre più avanzate e un dialogo costante tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed enti territoriali.
Nel corso della manifestazione si sono svolti workshop tecnici, sessioni di networking e visite dedicate agli aspetti idraulici e igienico-sanitari dell’antica Pompei, favorendo il confronto diretto tra giovani ricercatori, università, imprese e istituzioni.
UrbanWaterSECURITY 2026 è stata organizzata con il sostegno di numerosi organismi scientifici internazionali, tra cui UNESCO World Water Assessment Programme, European Water Association e GreenMed Expo & Symposium, realtà ormai considerata uno dei principali punti di riferimento italiani sui temi della transizione ecologica e dell’economia circolare.








