Nel pieno della campagna elettorale a San Giorgio a Cremano, continuano le polemiche interne all’area del centrodestra locale, aggravate dalle tensioni scopiate nelle ultime ore tra esponenti di “Futuro per San Giorgio” e rappresentanti riconducibili a Fratelli d’Italia. La vicenda, culminata con reciproche accuse di aggressione tra il candidato sindaco Roberto Galdieri e il dirigente provinciale di Gioventù Nazionale Antonio Quaranta, si inserisce in un quadro politico già attraversato da divisioni e contestazioni.

Tra gli aspetti maggiormente discussi nelle ultime ore vi è la presenza, all’interno delle liste di Fratelli d’Italia tra Portici e San Giorgio a Cremano, di candidati impegnati contemporaneamente nei due principali comuni dell’area vesuviana. È il caso di Anna Cozzolino, Chiara Iazzetta e Cosimo Panza, figure che secondo alcuni osservatori rappresenterebbero un esempio della forte interconnessione politica tra le due realtà territoriali.

Al centro delle discussioni anche alcune dinamiche familiari e politiche interne al partito. In particolare viene evidenziata la candidatura, sempre nelle liste di Fratelli d’Italia a San Giorgio a Cremano, della moglie dello storico dirigente Antonio Lippolis, mentre il figlio risulta candidato a Portici nella lista “Il Cittadino” a sostegno del candidato sindaco Claudio Teodonno, area politica vicina all’ex sindaco Enzo Cuomo (Pd).

A far discutere è anche la figura di Antonio Pannico, dipendente comunale e segretario cittadino di Fratelli d’Italia a San Giorgio a Cremano. Alcuni interventi social attribuiti allo stesso Pannico, nei quali veniva ironizzato il concetto di famiglia tradizionale promosso da Giorgia Meloni, sono tornati al centro del dibattito politico locale. Secondo alcuni ambienti critici interni al centrodestra, tali posizioni apparirebbero più vicine all’impostazione politica dell’ex sindaco Giorgio Zinno che alla linea nazionale del partito.

In questo clima di forte tensione, il confronto elettorale a San Giorgio a Cremano continua dunque a svilupparsi non soltanto sul piano amministrativo, ma anche su quello identitario e politico, con accuse reciproche che caratterizzano il voto sangiorgese.

Pietro Nicosia