Nessun finanziamento per via Gesinelle. Il Ministero degli Interni (di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha deciso di non accogliere la richiesta dell’amministrazione comunale di Casola, guidata dal sindaco Alfredo Rosalba, e di non finanziare l’intervento per via Gesinelle. Sulla vicenda è intervenuto Michele Inserra, consigliere comunale indipendente.
“L’incompetenza adesso è certificata – afferma – L’amministrazione delle apparenze e del sindaco degli show social incassa una dura bocciatura. Dopo che si esulta per i risultati di ‘ordinaria amministrazione’, come la pulizia del paese, la sistemazione di strade e spazi pubblici, e per opere programmate e finanziate da precedenti amministrazioni, l’amministrazione Rosalba non può che ammettere che la mia posizione su via Gesinelle nel consiglio comunale del 6 novembre scorso, duramente contestata strumentalmente, aveva un suo fondamento”.

Un argomento che ha creato forti discussioni politiche in paese. “Avevo sollevato forti perplessità – continua Inserra – su una scelta inopportuna e senza senso di questa amministrazione di ‘richiedere’ circa un milione di euro per la quasi anonima via Gesinelle. Grazie all’amministrazione Rosalba, Casola perde un grande investimento e una grande opportunità per il paese”. La scelta di investire quei soldi ministeriali su via Gesinelle sarebbe stata dettata da diversi motivi.
“Ci si è accorti della possibilità di avere questi fondi solo a fine agosto – a parlare è ancora il consigliere staccatosi dalla maggioranza – c’erano le ferie estive in corso ed inoltre gli uffici comunali erano già oberati di lavoro, e così si era optati per via Gesinelle, dal momento che c’era già un progetto esistente, bello e pronto, della precedente amministrazione. Il tutto non corrisponde a verità. Il progetto definitivo non esisteva, tanto è vero che la giunta Rosalba approva semplicemente un quadro esigenziale, ovvero il documento che definisce le esigenze, gli obiettivi e i fabbisogni di un intervento pubblico, prima che inizi la fase di progettazione. Quindi ciò che viene deliberato è propedeutico alla programmazione e alla progettazione”.
“La massiccia presenza di aree in zona rossa”
All’epoca furono fatte alcune puntualizzazioni. “Il decreto era del 14 luglio 2025, l’esecutivo Rosalba si rende conto dell’esistenza di un finanziamento rilevante per un piccolo paese solo a fine agosto e, per di più, ad accorgesene è un assessore, Raffaella Vicedomini, che non ha delega a lavori pubblici o urbanistica. L’assessore, insomma, era corso in soccorso del sindaco Alfredo Rosalba e del collega al ramo, il vicesindaco Pasquale Caiazzo, a cui era sfuggito il tutto. Nonostante il decreto in questione avesse scadenza 15 settembre 2025, la giunta non si riunirà subito. Con molta tranquillità, sindaco e assessori (assente Rachele Cascone), si ritrovano alla casa comunale soltanto nel pomeriggio del 10 settembre scorso per la deliberazione. Detto ciò, leggendo con attenzione il nuovo decreto del Ministero dell’Interno, si evince che è stato eliminato un ordine di priorità per gli investimenti in opere pubbliche”.
E quindi le conclusioni. “Dal punto di vista tecnico ritenni doveroso fare qualche osservazione. Il paradosso che vive il Comune di Casola di Napoli è la massiccia presenza di aree in zona rossa, in particolare il lato destro di quasi tutta via Roma, che, sia dal punto di vista programmatico, per quanto riguarda Piano Urbanistico Comunale e Piano di Recupero, che dal punto di vista del Condono Edilizio preclude a molti cittadini oltre che all’intera comunità la realizzazione di infrastrutture nonché l’accesso a una probabile sanatoria delle costruzioni esistenti. Considerato che il decreto come primo punto riporta la sistemazione idrogeologica sarebbe stato opportuno prevedere di finanziare con il milione di euro a disposizione, lavori di consolidamento e sistemazione del Monte Muto, oltre che allo studio puntuale delle aree, al fine di una drastica riduzione della zona rossa. Oggi assistiamo alla bocciatura delle belle intenzioni dell’amministrazione. Insomma tanto fumo, e ben poco arrosto in quasi due anni di amministrazione”.








