Casoria si ferma per l’ultimo saluto ad Adriano D’Orsi, il ragazzo di appena 16 anni morto sabato scorso dopo uno choc anafilattico fulminante seguito al consumo di un gelato in una gelateria della città. Oggi pomeriggio, alle 15, nella chiesa di San Benedetto, parenti, amici, compagni e cittadini si ritroveranno per i funerali del giovane, ricordato da tutti come un ragazzo gentile, educato e sempre sorridente.
Nel santuario che frequentava abitualmente, dove partecipava anche alle attività dell’oratorio, sarà il momento dell’addio più difficile per la famiglia, sconvolta da una tragedia che continua a lasciare interrogativi ancora senza risposta. Adriano sognava il mare e immaginava il proprio futuro con la divisa da comandante di nave. Un progetto spezzato improvvisamente in pochi minuti, davanti agli amici con cui aveva trascorso la serata.
Le indagini sui gusti di gelato sequestrati
Mentre la città si prepara alle esequie, proseguono le indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord. Dopo l’autopsia eseguita sul corpo del sedicenne, l’attenzione investigativa si concentra adesso sui gusti di gelato consumati dal ragazzo poco prima del malore.
I carabinieri, su disposizione del pubblico ministero José Criscuolo, della procura diretta da Domenico Airoma, hanno prelevato campioni dei gusti limone, fragola e melone sequestrati nella gelateria “Malibù”, dove Adriano aveva acquistato il cono. Gli accertamenti dovranno chiarire se all’interno di uno dei prodotti possa esserci stata una contaminazione accidentale da latte, sostanza alla quale il ragazzo era gravemente allergico.
Il titolare dell’attività commerciale ha ricevuto un avviso di garanzia per omicidio colposo, un atto ritenuto dovuto nell’ambito delle indagini per consentire la nomina di consulenti di parte durante gli accertamenti irripetibili.
L’autopsia e gli esami tossicologici
I primi risultati dell’esame autoptico avrebbero confermato che Adriano è morto a causa di un soffocamento fulmineo provocato dalla presenza di liquidi nei polmoni. Restano però da chiarire le cause esatte che hanno provocato la violentissima reazione allergica.
Per questo motivo saranno decisivi gli esami tossicologici eseguiti sui campioni prelevati durante l’autopsia. Si tratta di analisi particolarmente complesse e i risultati definitivi potrebbero arrivare soltanto tra trenta e quaranta giorni, o anche oltre.
La tensione tra i legali sul video mai diffuso
Nel frattempo è esplosa anche una querelle tra i legali delle parti coinvolte attorno a un’intervista videoregistrata al titolare della gelateria. Il filmato, realizzato da un videomaker e mai trasmesso pubblicamente, sarebbe arrivato all’avvocato Francesco Petruzzi, legale della madre di Adriano, che ne ha chiesto l’acquisizione agli atti dell’inchiesta.
Una richiesta che ha provocato la dura reazione dell’avvocato Ernesta Siracusa, difensore del titolare della gelateria, intenzionata a presentare un esposto all’Ordine degli avvocati. Secondo la legale, la diffusione di quel materiale rischierebbe di esporre il suo assistito a una “gogna mediatica”.
“Adriano era attentissimo a ciò che mangiava”
L’avvocato Petruzzi, intervenendo sulla vicenda, ha ribadito la piena consapevolezza che Adriano aveva rispetto alla propria allergia. Secondo quanto riferito dal legale, il ragazzo prestava sempre grande attenzione agli alimenti che consumava, controllando etichette e tabelle degli allergeni esposte nei locali.
Il giovane, secondo quanto emerso anche dai racconti degli amici presenti con lui quella sera, avrebbe scelto abitualmente soltanto gusti ritenuti sicuri come limone e fragola. Proprio i due amici che erano con Adriano avrebbero riferito che il sedicenne non prendeva mai il gusto al melone.
Secondo gli accertamenti difensivi, quando gli sarebbe stato proposto quel gusto, Adriano avrebbe chiesto esplicitamente se contenesse latte, ricevendo rassicurazioni sul fatto che fosse privo della sostanza allergena. Solo dopo quella risposta avrebbe acquistato quello che si sarebbe trasformato nell’ultimo gelato della sua vita.
La famiglia del ragazzo continua ad attendere che l’inchiesta chiarisca ogni dettaglio della tragedia. Genitori e parenti chiedono risposte certe su quanto accaduto, mentre Casoria oggi accompagna Adriano nel suo ultimo viaggio tra lacrime, dolore e incredulità.









