Le elezioni comunali di Ercolano del 2026 sono considerate tra le più interessanti dell’area vesuviana perché segnano la fine del ciclo politico legato all’ex sindaco Ciro Buonajuto, uno dei volti più noti del centrosinistra campano negli ultimi anni, aprendo così una fase completamente nuova per la città. Si voterà, come è ben noto, il 24 e 25 maggio 2026, con eventuale ballottaggio a giugno.

Cinque candidati per la poltrona di sindaco

Al momento il quadro politico è molto frammentato e ci sono cinque candidati alla poltrona tricolore.

La candidata più forte sulla carta sembra essere Antonietta Garzia, sostenuta da un “super campo largo” composto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e da diverse liste civiche centriste e riformiste.

La visione politica di Garzia punta in particolare su: legalità e trasparenza, turismo come motore economico, partecipazione femminile e sociale e sulla continuità con l’area progressista che ha governato Ercolano negli ultimi anni.

Centrodestra diviso: tre candidature separate

Sul fronte opposto, però, il centrodestra si presenta diviso e questo potrebbe cambiare completamente gli equilibri elettorali.

Nicola Abete corre per Forza Italia, Luciano Schifone è sostenuto da Fratelli d’Italia, mentre Luigi Fiengo rappresenta l’asse Lega–Udc–Noi Moderati. A rendere ancora più imprevedibile la competizione c’è la candidatura civica di Piero Sabbarese, ex area PD ma oggi autonomo, che potrebbe togliere molti voti proprio al centrosinistra tradizionale.

I temi della campagna elettorale

Questa elezione assume un’importanza particolare anche perché Ercolano è una città strategica, che ha un enorme peso turistico grazie agli scavi archeologici, riceve molti fondi per la rigenerazione urbana e per il turismo ed è storicamente vista come un laboratorio politico molto influente della zona vesuviana.

I temi che hanno dominato la campagna elettorale sono stati: sicurezza urbana e videosorveglianza, turismo legato agli scavi archeologici, riqualificazione del centro storico e delle periferie, viabilità e trasporti, occupazione e commercio locale e gestione dei fondi PNRR.

Una corsa ancora tutta da scrivere

Stando ad un’analisi degli schieramenti, il centrosinistra presenta una linea politica e un candidato in continuità con l’amministrazione Buonajuto, mentre il centrodestra punta a sfruttare eventuali divisioni civiche e stanchezza dell’elettorato dopo dieci anni di governo dello stesso schieramento.

Negli ultimi anni il modello Buonajuto aveva dato al centrosinistra una posizione molto forte, ma nel 2026 si percepisce più incertezza rispetto al passato. Per questo molti osservatori parlano di una corsa “aperta” e imprevedibile.

Francesca Esposito