Prosegue la stretta della Procura di Torre Annunziata sulle presunte fonti di inquinamento del fiume Sarno e del tratto di mare compreso tra il litorale oplontino e la costa stabiese. Nelle scorse ore è scattato il sequestro preventivo di un’area esterna di oltre 10mila metri quadrati riconducibile al cantiere nautico Arcadia Yachts S.r.l., nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura oplontina.
Il provvedimento riguarda nello specifico un piazzale industriale di circa 10.200 metri quadrati, finito al centro di accertamenti eseguiti dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’Arpac.
Le indagini sull’inquinamento del Sarno
L’attività investigativa rientra nel più ampio piano predisposto dalla magistratura per individuare le possibili cause dell’inquinamento ambientale che continua a colpire il Sarno e le acque marine del golfo stabiese e sorrentino.
Secondo quanto emerso dai controlli effettuati dagli investigatori, all’interno del cantiere sarebbero state svolte attività industriali senza la necessaria autorizzazione allo scarico delle acque reflue provenienti dalle lavorazioni effettuate nell’area.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che le acque di dilavamento del piazzale finivano direttamente in mare attraverso un impianto consortile che, secondo quanto contestato, sarebbe risultato non regolarmente funzionante.
Rifiuti e assenza di sistemi di raccolta delle acque
Nel corso delle verifiche, gli investigatori avrebbero rilevato anche la mancanza di un sistema di regimentazione delle acque meteoriche, elemento ritenuto particolarmente delicato in un’area destinata ad attività industriali e cantieristiche.
All’interno dell’area sequestrata sarebbero stati inoltre trovati rifiuti di diversa natura depositati in modo incontrollato, materiali che, secondo gli inquirenti, sarebbero riconducibili alle lavorazioni legate alla cantieristica navale.
I reati ipotizzati dalla Procura riguardano lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali e il deposito incontrollato di rifiuti, violazioni previste dal Testo unico ambientale.
La Procura: “Necessario fermare le condotte contestate”
Il sequestro preventivo è stato disposto, secondo quanto spiegato dagli inquirenti, per impedire la prosecuzione delle presunte condotte illecite e scongiurare ulteriori conseguenze ambientali lungo il tratto costiero collegato al bacino del Sarno.
L’operazione rappresenta l’ennesimo tassello del piano investigativo avviato negli ultimi mesi dalla Procura di Torre Annunziata contro i fenomeni di inquinamento ambientale che interessano il fiume Sarno e le aree marine limitrofe.
Un’attività che vede impegnate, in maniera coordinata, forze dell’ordine, autorità giudiziarie e tecnici ambientali nel tentativo di individuare scarichi irregolari, attività industriali non autorizzate e criticità legate alla gestione dei rifiuti lungo uno dei territori più delicati della Campania sotto il profilo ambientale.









