Una bella corsa verso le sezioni, verso le urne, verso il voto. E’ quanto ci racconta la prima giornata di seggi aperti a Pompei. I dati sull’affluenza evidenzia che nella città orfana del sindaco Lo Sapio, i cittadino hanno mostrato una certa rinnovata voglia di farsi artefici del futuro politico della città. Oltre il 4% in più rispetto alle ultime elezioni amministrative, alle 23 di domenica 24 maggio.
Cinque anni fa il totale dei votanti si attesto appena sopra le 15mila unità, oggi, nonostante i dati demografici indichino un calo numerico della popolazione pompeiana l’affluenza al voto si annuncia massiccia tanto da poter addirittura risultare maggiore di quel dato del lustro scorso. Segno positivo, per chi osserva, in quanto sottolinea una gran voglia di determinare il risultato finale e un ritorno alla politica attiva per la propria città, quanto meno nella scelta di sindaco e amministrazione.
In corsa per la poltrona di sindaco in tre: Giuseppe Tortora, Salvatore Alfano e Claudio d’Alessio, rigorosamente in ordine di scheda elettorale. Chi dei tre risulterà vincente non è ancora dato sapere, almeno per le prossime ore e poi, in caso di ballottaggio, per i prossimi 15 giorni.
Quali dei tre candidati potrebbe essere maggiormente favorito da questo ritorno convinto alle urne dei cittadini di Pompei? Anche questo ha diverse interpretazioni. C’è chi parla di rioni che risvegliatisi da un torpore fin troppo prolungato potrebbero votare in massa uno dei candidati, chi parla di giovani finalmente coinvolti e partecipi, come mai successo in passato, chi parla di “corazzate” elettorali pronte alla pugna fino all’ultimo consenso.
Certo se il numero dei votati dovesse salire rispetto alla scorsa tornata elettorale il primo, evidente, risultato sarebbe quello di un innalzamento della soglia del quorum del 50% più uno, necessario per un eventuale elezione del sindaco al primo turno.
Appena superate le 15,00 di questo pomeriggio l’attenzione degli addetti ai lavori, dei candidati al consiglio comunale e degli aspiranti sindaci si focalizzerà, prima di tutto, proprio sul numero di votanti e subito dopo sulle preferenze espresse ai tre “sindaci” in corsa.
Come è ormai ben noto, è il voto al sindaco a determinare la vittoria elettorale e quindi, a prescindere dalle preferenze concesse alle coalizioni, sarà determinate la preferenza espressa al candidato alla fascia tricolore. E qui viene il bello, o magari brutto, dipende da che punto di vista si osserva questo dato.
Quello che da settimane, a Pompei, sembra essere un dato acquisito è proprio un probabile, massiccio, voto disgiunto. In pratica si vota una coalizione, ma poi si preferisce il candidato sindaco di una delle altre due squadre in lizza. Questa, più che lecita, pratica democratica, potrebbe segnare pesantemente i destini delle tre coalizioni consegnando al ballottaggio il destino del futuro sindaco della città di Pompei.
Nelle prossime ore ci saranno i risultati e tutto sarà più chiaro. Tutti hanno una propria teoria che tende a spiegare il perchè di una vittoria o di una sconfitta, più o meno attesa, più o meno pronosticata, di un ballottaggio e del suo eventuale epilogo finale.
Poche cose sono certe. La prima è che una cittadina che sceglie ha sempre ragione, e la maggiore affluenza alle urne è certamente un dato positivo, che piaccia o meno. Seconda certezza, che se dovesse confermarsi il dato in rialzo dell’affluenza anche al termine delle operazioni di voto, il quorum del 50% sarebbe inevitabilmente più alto di quanto pronosticato, stravolgendo inevitabilmente tutti i conti fatti fin qui. E infine, che il voto disgiunto deciderà il destino di Pompei lasciando sul campo non pochi feriti, candidati sindaco in testa. Al contempo, la voglia di voto dei pompeiani potrebbe anche regalare una inattesa affermazione positiva a chi era dato sconfitto in partenza. Staremo a vedere, ormai manca veramente poco.
Gennaro Cirillo









