Una giornata infinita, iniziata nella tarda serata di ieri presso i dirimpettai comitati elettorali di Alfano e Tortora. In quelle ore ormai notturne, a risultati quanto meno ben chiari per il rinvio del verdetto finale al ballottaggio, era cominciata a serpeggiare la notizia dell’anatra zoppa, ovvero del sindaco senza maggioranza.
Il ragionamento e il calcolo che voleva determinante il conteggio delle preferenze espresse alla coalizione delle liste era partito da alcuni candidati della coalizione Alfano. Pur essendo giunto secondo con circa duecento voti in meno rispetto al candidato Giuseppe Tortora, il sindaco della coalizione del campo largo con i suoi consiglieri avrebbe determinato l’instabilità amministrativa in quanto, stando a quanto successo negli anni passati, si sarebbe creato un corto circuito con il sindaco di una coalizione e la maggioranza, data dal sistema proporzionale, figlia della coalizione opposta.
La tensione era serpeggiata anche nella coalizione del dottore più votato a Pompei e a notte fonda si rimaneva in attesa degli ultimi dati per scongiurare un vantaggio di oltre il 50% delle liste collegate ad Alfano. A vincere ad un certo punto era stata la stanchezza e questa mattina tutto sembrava essere andato per il verso sbagliato con il conteggio finale che vedeva le liste di Alfano con circa venti voti oltre il famoso 50%. Tanta fatica per un futuro incerto e ingovernabile?
E’ partita così una giornata interminabile: confronti, tesi, consulenze e regolamenti, leggi e sentenze per giungere in serata alla tanto agognata “guarigione” dell’anatra.
Ebbene sì, alla luce di un’attenta lettura del Tuel (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), di qualche sentenza e di qualche precedente, l’anatra sembra godere da qualche anno di ottima salute. Nulla di tutto quanto considerato probabile ritrovava riscontro e anche il candidato sindaco Giuseppe Tortora in serata pubblicava un comunicato che, dati alla mano, smentiva la possibilità di un’anatra zoppa, ma neanche leggermente costipata.
“Nessun rischio di “anatra zoppa”. La verità giuridica e matematica annulla ogni calcolo infondato sulla presunta perdita del premio di maggioranza in caso di vittoria al ballottaggio”. Esordisce Tortora che poi si sofferma su una accurata spiegazione che riportiamo di seguito:
“La tesi secondo cui l’altra coalizione avrebbe già blindato il consiglio comunale superando la soglia del 50% si scontra con il TUEL e con la giustizia amministrativa. L’errore di calcolo deriva dall’aver preso in considerazione esclusivamente i voti espressi, escludendo arbitrariamente dal totale i voti validi attribuiti alle sole figure dei candidati sindaco”. In pratica, per determinare quel 50% che avrebbe condizionato il futuro amministrativo pompeiano, non vanno presi i soli voti riferibili alle liste, che nel caso pompeiano, stando alla piattaforma Eligendo sarebbero 14.424, ma bensì tutti i voti validi, anche quelli di chi ha votato solo il sindaco senza indicare alcuna lista, che quindi sarebbero 14.806 e determinerebbero una solo il 48,85%.
“L’articolo 73, comma 10, del Decreto Legislativo 267 del 2000 (Tuel) stabilisce che il premio di maggioranza del 60% dei seggi viene bloccato solo se un’altra coalizione ha superato il 50% dei voti validi al primo turno. La giurisprudenza del Consiglio di Stato, con la sentenza di riferimento numero 2174 del 10 maggio 2017, e i pronunciamenti conformi del Tar Puglia (sentenza numero 64 del 2014) hanno chiarito una volta per tutte che l’espressione “voti validi” include l’intero corpo dei voti confluiti sui candidati alla carica di primo cittadino, compresi quelli privi di un voto di lista”. E così la percentuale del 50,15, riferita ai soli voti di lista, diventa appunto del 48,85 con i legittimi voti espressi per i candidati sindaci.
Non appare corretto, secondo tale impostazione, usare come denominatore il totale dei soli voti validi di lista, poichè ciò escluderebbe una quota di voti validamente espressi dall’elettorato e altererebbe la funzione del premio, collegata anche alla legittimazione diretta del sindaco.
“Il denominatore corretto per stabilire la percentuale di una coalizione – conclude il candidato Tortora – richiede quindi la somma di tutti i voti validi dei sindaci… Applicando i criteri di legge ai dati emersi dalle urne (Eligendo. Nessun dato è stato ancora lavorato dall’Ufficio centrale), lo scenario di ingovernabilità decade immediatamente.
A fronte di 14.774 voti validi complessivi ottenuti dai candidati sindaco al primo turno (Tortora utilizza i dati aggiornati al riconteggio, lievemente differenti da quelli della piattaforma ministeriale), il blocco delle liste collegate ad Alfano ha raccolto in totale 7.233 voti. Il calcolo matematico fissa la percentuale della coalizione avversaria al 48,95% che si rivela insufficiente.
Il dato ufficiale cancella definitivamente ogni dubbio. La nostra vittoria al secondo turno farà scattare il premio di maggioranza. La città avrà un’amministrazione solida, stabile e focalizzata sui punti del programma”.
Gennaro Cirillo









