Fiume Sarno, nuova offensiva della Procura: tre sequestri tra Striano e Torre Annunziata

Prosegue l’attività della Procura di Torre Annunziata contro le presunte fonti di inquinamento del fiume Sarno. Nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore Nunzio Fragliasso, sono stati eseguiti tre sequestri tra Striano e Torre Annunziata nei confronti di attività ritenute responsabili di violazioni ambientali potenzialmente in grado di incidere sull’ecosistema del bacino idrografico del Sarno.

I provvedimenti hanno riguardato la società C.D.O. Srl di Striano, l’Antico Cantiere del Legno di Aprea Giovanni di Cataldo Srl e un capannone gestito dalla Capri Sea Service Srl, entrambe operative a Torre Annunziata.

Nel comune di Striano, i controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Roccarainola presso la C.D.O. Srl, azienda specializzata nelle lavorazioni ortofrutticole.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero stati rinvenuti fanghi derivanti dalle operazioni di lavaggio e scarti vegetali depositati senza il rispetto delle norme sul deposito temporaneo dei rifiuti. Inoltre, i reflui industriali prodotti dall’attività sarebbero stati convogliati in una caditoia collegata direttamente alla rete delle acque bianche.

È stato quindi disposto il sequestro d’urgenza dello scarico ritenuto abusivo, del piazzale industriale, delle attrezzature utilizzate per la produzione e dei rifiuti accumulati.

A Torre Annunziata, invece, gli accertamenti della Polizia Municipale hanno riguardato l’Antico Cantiere del Legno di Aprea Giovanni di Cataldo Srl.

Secondo gli investigatori, all’interno della struttura venivano effettuate attività di manutenzione, trattamento, rifinitura e rimessaggio di imbarcazioni senza le necessarie autorizzazioni ambientali.

Gli agenti hanno proceduto al sequestro di un’area di circa mille metri quadrati, di cui circa quattrocento coperti.

Un terzo intervento ha interessato un capannone gestito dalla Capri Sea Service Srl. L’operazione è stata condotta dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’ARPAC.

Nel corso delle verifiche sarebbero state accertate attività di rimessaggio nautico, falegnameria e levigazione di imbarcazioni in assenza delle previste autorizzazioni ambientali. Inoltre, nell’area sarebbero stati depositati in maniera incontrollata rifiuti pericolosi e non pericolosi riconducibili alle lavorazioni svolte nel capannone.

Anche in questo caso è stato disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’area, estesa per circa duemila metri quadrati.

Le indagini proseguono con il coinvolgimento coordinato delle forze di polizia e degli enti tecnici impegnati nella tutela ambientale del territorio.