Da Pompei a Ravenna, il trionfo dei cento studenti-vesuviani: l’“Antigone” conquista il Ravenna Festival

Standing ovation per i ragazzi del progetto “Sogno di Volare” dopo il debutto al Teatro Grande di Pompei. Sul palco del Ravenna Festival energia, teatro e riscatto sociale

Cento giovani studenti provenienti dalle scuole superiori dell’area vesuviana e delle città archeologiche campane hanno conquistato il pubblico del Ravenna Festival con una straordinaria interpretazione dell’“Antigone” di Sofocle, trasformando una rappresentazione teatrale in un autentico evento culturale. Dopo il debutto dello scorso 22 maggio al Teatro Grande di Pompei, la replica andata in scena il 28 maggio a Ravenna ha confermato il successo di un progetto che unisce arte, formazione e inclusione sociale.

L’esibizione dei ragazzi non è apparsa come una semplice recita scolastica, ma come una prova intensa di maturità artistica ed emotiva, capace di imporsi all’interno di una delle rassegne culturali più prestigiose e seguite a livello internazionale.

Il progetto “Sogno di Volare” e il legame con Pompei

La rappresentazione rientra nel progetto “Sogno di Volare”, iniziativa culturale e sociale giunta alla sua quinta edizione. Il percorso nasce da un’intuizione del direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al patrimonio storico e culturale del territorio attraverso il linguaggio del teatro.

Nel corso di questi anni il progetto ha coinvolto circa 500 studenti, offrendo ai giovani un’opportunità concreta di crescita personale e artistica in territori spesso segnati da fragilità sociali e rischio di dispersione scolastica.

L’idea alla base dell’iniziativa è quella di trasformare l’archeologia e i grandi testi classici in esperienze vive e contemporanee, capaci di dialogare con il presente attraverso la sensibilità delle nuove generazioni.

La regia di Marco Martinelli e la forza dell’“Antigone”

A firmare la regia dello spettacolo è stato Marco Martinelli, fondatore del Teatro delle Albe e ideatore della celebre esperienza della “non-scuola”, da anni impegnato in un percorso teatrale che valorizza l’energia espressiva degli adolescenti.

Accanto a lui ha lavorato l’aiuto regista Vincenzo Salzano, contribuendo alla costruzione di uno spettacolo che ha saputo trasformare il dramma classico di Sofocle in una riflessione contemporanea sui temi della libertà, della giustizia e della ribellione.

Sul palco, i cento studenti hanno riversato tutta la propria forza interpretativa, dando vita a una rappresentazione intensa e coinvolgente, capace di fondere il linguaggio del teatro antico con la sensibilità del presente.

Le musiche dal vivo e il contributo artistico

A rendere ancora più potente la messa in scena sono state le musiche originali del compositore Ambrogio Sparagna, eseguite dal vivo insieme ai polistrumentisti Erasmo Treglia e Marco Tomassi.

Le sonorità create per lo spettacolo hanno accompagnato la narrazione teatrale con un tessuto musicale profondo e radicato nella tradizione culturale del progetto “Sogno di Volare”, contribuendo a rafforzare il coinvolgimento emotivo del pubblico presente al Ravenna Festival.

Le scuole protagoniste sul palco

Lo spettacolo ha visto la partecipazione degli studenti di quattro istituti superiori del territorio vesuviano:

  • il Liceo Statale “Ernesto Pascal” di Pompei
  • l’Istituto Superiore “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco
  • il Liceo Artistico “Giorgio de Chirico” di Torre Annunziata
  • l’Istituto Superiore “Raffaele Elia” di Castellammare di Stabia

Sul palco si sono intrecciati talenti, esperienze ed energie differenti, dando vita a una rappresentazione corale che ha raccolto consensi e applausi.

La rete culturale tra istituzioni e festival

Il progetto è sostenuto dalla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, il Ministero della Cultura e la Direzione Generale Spettacolo, insieme al supporto di importanti realtà culturali come il Ravenna Festival, il Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, il Campania Teatro Festival e il collettivo La Corsa.

La partecipazione dei cento studenti al Ravenna Festival rappresenta una delle immagini più significative del dialogo tra cultura, territorio e formazione, in un percorso che continua a unire simbolicamente Pompei e Ravenna attraverso il teatro e l’arte.

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