La vicenda dell’ex stazione Castellammare Terme continua a dividere istituzioni e territorio.
Nonostante la recente decisione del Consiglio di Stato che ha consolidato il progetto di riconversione dell’immobile in struttura turistico-ricettiva, l’amministrazione comunale conferma la propria opposizione all’iniziativa.

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha ribadito che il Comune considera strategico il recupero della storica fermata della Circumvesuviana per finalità legate al trasporto pubblico. Secondo il primo cittadino, il Consiglio comunale si è espresso più volte, anche negli ultimi giorni, a favore della riattivazione della stazione, ritenuta importante sia per i collegamenti con l’area industriale di Fincantieri sia per il rilancio del centro antico cittadino.
Sul piano giudiziario, però, la situazione appare ormai definita. I giudici di Palazzo Spada hanno annullato una precedente sentenza del Tar Campania, riconoscendo la validità del percorso amministrativo seguito dalla società Blue Sea e da Eav, proprietaria dell’immobile. Alla base della decisione c’è la seconda Scia presentata nel 2019 con il parere favorevole della Soprintendenza, già ritenuta legittima da una successiva pronuncia del Tar.
Un progetto che negli anni ha generato ricorsi, polemiche e un lungo contenzioso
L’immobile di via Acton, chiuso da oltre vent’anni, potrebbe quindi essere trasformato in una struttura destinata all’accoglienza turistica e ad attività commerciali. Un progetto che negli anni ha generato ricorsi, polemiche e un lungo contenzioso tra privati e amministrazioni.
La questione, tuttavia, resta aperta sul piano politico. Anche dalla Regione Campania arrivano segnali di prudenza. Il vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo ha spiegato che saranno valutate attentamente le motivazioni della sentenza, sottolineando come l’ex stazione rappresenti comunque un’infrastruttura ferroviaria il cui futuro deve essere inserito nel più ampio programma di rilancio del trasporto su ferro gestito da Eav.








