La presenza della tiktoker Rita De Crescenzo all’interno della sede del Consiglio regionale della Campania, insieme al collega creator Angelo Napolitano e al consigliere regionale Pasquale Di Fenza di Azione, ha scatenato una tempesta di reazioni politiche e istituzionali. Il filmato, diventato in poche ore virale sui social, mostra una scena tra bandiere tricolori e l’inno di Mameli diffuso in sottofondo, in un contesto che molti hanno definito di dubbio gusto e offensivo per il decoro delle istituzioni.

I protagonisti della vicenda

Pasquale Di Fenza, nato a Marano di Napoli nel 1972, è diplomato geometra, con una lunga carriera come direttore di cantiere e una passione dichiarata per il calcio, che lo porta a definirsi «frequentatore abituale dello stadio» nel curriculum sul sito istituzionale. In Consiglio regionale sostiene la maggioranza guidata da Vincenzo De Luca.
Rita De Crescenzo, seguita da quasi 2 milioni di utenti su TikTok, è una figura costante nelle cronache social napoletane: dal “caso Roccaraso”, con circa duecento autobus organizzati per la località sciistica, alla partecipazione a eventi politici come la manifestazione del Movimento 5 Stelle contro il riarmo europeo. Ha promosso campagne social per il referendum su lavoro e cittadinanza, alcune con la dicitura “partnership retribuita”.
Angelo Napolitano, commerciante di elettronica vicino alla stazione centrale di Napoli, è diventato popolare per i video di supersconti, finiti anche al centro di servizi televisivi.

L’accesso alla sede e la registrazione dei video

Entrare negli uffici del Consiglio regionale non è un passaggio aperto a chiunque: serve un pass da dipendente, un ruolo istituzionale, far parte dello staff o essere invitati da un consigliere, con registrazione all’ingresso e verifica dei documenti. Secondo le ricostruzioni, De Crescenzo e Napolitano sono entrati come ospiti di Di Fenza.
Nel video girato all’interno dell’ufficio, De Crescenzo siede alla scrivania del consigliere mentre Napolitano sventola la bandiera italiana dell’ufficio. All’esterno dell’edificio, un secondo filmato li ritrae mentre affermano: «Ci stiamo acculturando, per capire le cose come stanno e cosa fare di buono». Seguono slogan come «Mettiamo di nuovo il reddito di cittadinanza e mettiamo a posto tutti gli ospedali» e «Io sindaco e tu assessore al Turismo? Facciamo scegliere al popolo?».

Le reazioni immediate e la condanna bipartisan

La diffusione del video ha provocato un coro unanime di critiche. Il presidente del Consiglio regionale, Gennaro Oliviero, ha dichiarato: «Dopo aver visionato personalmente il materiale, esprimo profondo biasimo. È necessario che episodi di tale gravità non si ripetano. La tutela dell’immagine e delle funzioni del Consiglio è un dovere inderogabile».
Dal Partito Democratico, il segretario metropolitano di Napoli Giuseppe Annunziata ha sottolineato: «Le istituzioni non sono un palcoscenico per contenuti social, ma luoghi di rappresentanza democratica che meritano sobrietà e rispetto». I consiglieri regionali Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi hanno definito «offensivo, svilente e intollerabile» il gesto di sventolare il Tricolore «come se si fosse allo stadio».
Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, ha parlato di «buffonata» e di «degrado sociale».
Dal centrodestra, il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Severino Nappi ha ironizzato sul “campo largo”, mentre il coordinatore regionale del partito Gianpiero Zinzi ha definito la scena «l’immagine più brutta e becera di una certa parte politica».
Il coordinatore provinciale di Noi Moderati, Riccardo Guarino, ha accusato: «Il consigliere ha trasformato la sua stanza in un palco da esibizione, mancando di rispetto alle istituzioni e ai cittadini».
Il senatore di Fratelli d’Italia, Sergio Rastrelli, ha parlato di «indegna profanazione» e «dileggio del tricolore al limite del vilipendio», accusando la giunta De Luca di aver condotto la Campania in un «abisso morale e istituzionale».

La reazione di Azione e l’espulsione di Di Fenza: “Un buffone”

La dirigenza regionale di Azione ha preso subito le distanze: «Iniziativa esclusivamente personale, estemporanea, incomprensibile e in alcun modo condivisibile». Il leader Carlo Calenda ha annunciato su X (Twitter) l’espulsione immediata di Di Fenza: «Questo buffone che usa gli uffici del Consiglio regionale per pantomime indecenti con personaggi improbabili viene espulso per comportamenti non compatibili con un incarico istituzionale. Mi scuso con gli elettori».
In segno di protesta, il consigliere Luigi Cirillo ha annunciato la propria autosospensione dal gruppo consiliare di Azione.

Le scuse di Di Fenza

Intervistato, Di Fenza ha detto di aver appreso l’espulsione dalla stampa: «Se la scelta di Calenda è questa, non posso che accettarla». Ha poi ribadito: «La visita di Rita De Crescenzo nei miei uffici era stata organizzata per ascoltare le sue istanze. Lo faccio da sempre, indipendentemente dalla provenienza socio-culturale. Ho commesso una leggerezza politica e chiedo scusa. Non era mia intenzione offendere le istituzioni».

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