Low-cost, occhio al materasso! De Rienzo: “Dietro prezzi irrisori online si nascondono gravi rischi”

Prezzi stracciati, spedizioni rapide e offerte lampo. È la formula con cui molti portali esteri di e-commerce stanno conquistando il mercato europeo del bedding, spesso però aggirando controlli e tutele previsti dalla normativa comunitaria per i produttori locali.

A lanciare l’allarme è Fabio De Rienzo, specialista in e-commerce e titolare di Materassimemory.eu:

“Il risultato è un flusso costante di materassi venduti online a poche decine di euro, privi di certificazioni, senza riferimenti fiscali verificabili e con composizioni chimiche non conformi agli standard UE”.

Sicurezza aggirata e regole disattese

“Il fenomeno dei materassi low-cost – spiega De Rienzo – non nasce solo dal desiderio di risparmiare, ma anche dalla facilità con cui piattaforme extraeuropee riescono a entrare nel mercato digitale europeo senza sottoporsi alle stesse regole di sicurezza e tracciabilità richieste ai produttori interni”.

Molti di questi prodotti, aggiunge, provengono da circuiti paralleli, privi di certificazioni come Oeko-Tex Standard 100 o CertiPUR, che attestano l’assenza di sostanze nocive e la qualità della schiuma impiegata.

Rischi per la salute e materiali di recupero

Il problema, avverte l’esperto, non è solo commerciale ma anche sanitario. Le schiume non testate possono rilasciare composti organici volatili (VOC) come formaldeide o solventi, e talvolta contengono ritardanti di fiamma vietati o plasticizzanti non conformi al regolamento europeo REACH.

“Dormire per anni su un materasso non certificato – sottolinea De Rienzo – significa esporsi ogni notte a una miscela di sostanze potenzialmente irritanti o allergeniche. È un rischio sottovalutato ma reale, che può manifestarsi con disturbi respiratori, dermatiti o emicranie croniche”.

Oltre ai rischi chimici, i prodotti a basso costo spesso utilizzano materiali di recupero o rimanenze industriali per contenere i costi. Schiume di densità variabile, tessuti non traspiranti o colle ad alta emissione rendono il materasso instabile e poco igienico.

“È frequente che un lotto sia più rigido e quello successivo troppo cedevole – spiega – perché vengono impiegate partite diverse di materiale. Significa che non esiste un vero controllo di qualità, e il comfort dichiarato è solo teorico”.

Disinformazione e assenza di garanzie

Altro punto critico è la disinformazione nelle schede prodotto, soprattutto sui marketplace internazionali dove la supervisione è minima. Molti modelli non sfoderabili vengono descritti come multilayer con cinque o sei strati tecnologici, ma in realtà nascondono un unico blocco di waterfoam di media qualità.

“Sono pratiche diffuse – commenta De Rienzo – e difficili da verificare per il consumatore, che non può ispezionare l’interno. L’unica vera tutela resta la trasparenza: indicare spessori reali, densità delle schiume e certificati di produzione”.

Dietro i prezzi stracciati, spesso si cela anche un ecosistema di aziende estere o “usa e getta”, che sfruttano regimi fiscali agevolati o vendite intracomunitarie in reverse charge, con sedi difficilmente rintracciabili.

“È un problema serio – aggiunge – perché in caso di difetto, allergia o danno fisico, non esiste un referente legale in Europa. Il consumatore resta senza tutela e senza garanzia reale, anche se ha acquistato su piattaforme note”.

Serve più controllo doganale

Per l’imprenditore napoletano, il tema è di sistema:

“Abbiamo una normativa europea chiara che tutela chi produce in modo corretto, ma i marketplace internazionali non sempre applicano gli stessi standard a chi vende da fuori UE. Finché non ci sarà un vero controllo doganale sui prodotti immessi nel mercato digitale europeo, continueremo a vedere materassi venduti a 79 euro con materiali di origine sconosciuta e rischi invisibili”.

I consigli dell’esperto

Come difendersi, allora?

“Basta controllare pochi elementi per mettersi al riparo – consiglia De Rienzo –: la presenza di certificazioni come Oeko-Tex o CertiPUR, la possibilità di sfoderare il rivestimento e la tracciabilità dell’azienda attraverso una partita IVA e una sede reale.
Chi opera correttamente non ha nulla da nascondere, e lo dimostra con i fatti”.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano