Il Bologna ferma la corsa del Napoli campione d’Italia e rilancia con forza le proprie ambizioni in alta classifica. Al Dall’Ara finisce 2-0, con i gol di Thijs Dallinga e Jhon Lucumì, ma il risultato racconta solo in parte la supremazia di una squadra che ha saputo unire intensità, equilibrio e concretezza. Per contro, la formazione di Antonio Conte è apparsa spenta, prevedibile, priva di idee e di ritmo, incapace di reagire all’aggressività avversaria e alla prova di maturità imposta dai rossoblù.
L’infortunio di Skorupski e il debutto di Pessina
La partita si apre con un brivido per i padroni di casa: dopo appena otto minuti, il portiere Lukasz Skorupski è costretto a lasciare il campo per un problema fisico. L’assenza del secondo portiere Ravaglia costringe così Vincenzo Italiano a lanciare tra i pali il classe 2007 Massimo Pessina, appena 17 anni, alla sua prima presenza in Serie A. L’esordiente mostra da subito sangue freddo e personalità, rispondendo presente sull’unico tiro pericoloso del primo tempo, un destro a giro di Elmas al 19’, bloccato con sicurezza.
Dopo una breve fase di studio, il Bologna prova a scuotere il match al 22’ con un colpo di testa di Lucumì che termina di poco a lato, e al 32’ con una conclusione da fuori di Rowe, che costringe Milinkovic-Savic a un intervento difficoltoso in corner. Il portiere serbo, però, accusa problemi fisici e sarà sostituito all’intervallo. I primi 45 minuti scorrono così senza reti, con il Napoli che tiene il possesso ma non punge, e i felsinei che si mostrano più ordinati e determinati.
Ripresa da urlo: Dallinga sblocca il match
Il secondo tempo cambia volto sin dalle prime battute. Il Bologna rientra in campo con aggressività e coraggio, spingendo con decisione sulla sinistra. Al 50’ arriva il vantaggio: il neoentrato Cambiaghi sfonda sull’esterno e serve un cross perfetto per Dallinga, che anticipa Rrahmani e con una girata al volo batte Milinkovic-Savic sul primo palo. Il Dall’Ara esplode, mentre la squadra di Conte appare sorpresa e disorientata.
Il tecnico azzurro tenta di scuotere i suoi, passando a un modulo offensivo con Neres, Lang e Lucca per disegnare un 4-2-4, ma la spinta del Napoli si infrange contro il muro difensivo rossoblù, impeccabile nei tempi e nella compattezza.
Lucumì raddoppia e spegne ogni speranza azzurra
Dopo un quarto d’ora di forcing sterile da parte del Napoli, il Bologna continua a dominare nei duelli fisici e mentali. Al 63’ un colpo di Hojlund su Ferguson fa infuriare i rossoblù, ma l’arbitro si limita al giallo. Dalla punizione assegnata ai rossoblù, al 66’ arriva il raddoppio che chiude i giochi: Holm crossa dalla destra e Lucumì, lasciato colpevolmente solo, di testa infila il 2-0. È il suo primo gol in Serie A, festeggiato con una corsa liberatoria sotto la curva.
Da lì in poi è solo gestione per gli uomini di Italiano, che mostrano organizzazione e lucidità. Il Napoli invece si perde tra nervosismo e confusione tattica, con Neres e Lang ammoniti poco dopo il loro ingresso.
Il palo salva il Bologna, ma Pessina diventa il simbolo
L’unica vera occasione azzurra arriva al 76’, quando su un cross insidioso di Gutierrez, il terzino Holm rischia l’autogol deviando sul palo. È l’ultimo sussulto di una serata storta per il Napoli, che non riesce a scardinare la retroguardia felsinea.
Nel finale il Bologna sfiora addirittura il tris con Dallinga in contropiede, ma il risultato non cambia. Il pubblico del Dall’Ara celebra una vittoria limpida, frutto di intensità, organizzazione e fame agonistica, e applaude a lungo il suo giovanissimo portiere. “Pessina è il nostro futuro”, si sente urlare dagli spalti, in un pomeriggio che segna la nascita di un nuovo talento e l’affermazione definitiva del progetto tecnico di Vincenzo Italiano.
Un Napoli lento e smarrito, Conte senza risposte
Dall’altra parte resta la delusione per un Napoli stanco, lento e privo di identità, incapace di reagire e di mantenere il ritmo delle prime giornate. Conte, visibilmente contrariato, ha tentato tutte le mosse offensive a disposizione, ma i suoi uomini sono apparsi sfiancati e senza mordente.
Il ko pesa anche sulla classifica: i partenopei restano primi a 22 punti, ma vedono avvicinarsi Inter, Roma e Bologna, ora a -1. Dopo la sosta, gli azzurri ospiteranno l’Atalanta al Maradona, in un match che dovrà dire molto sulla capacità di Conte di restituire smalto e convinzione a un gruppo che, a Bologna, è sembrato irriconoscibile.
I numeri della gara: il Tabellino
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski sv (8’pt Pessina 6); Holm 6.5, Heggem 6.5, Lucumi 7, Miranda 6; Ferguson 6.5, Pobega 6 (32’st Moro sv); Orsolini 6 (36’st Casale sv), Odgaard 5.5 (16’st Bernarderschi 5.5), Rowe 5.5 (1’st Cambiaghi 6.5); Dallinga 7. In panchina: Happonen, De Silvestri, Lykogiannis, Vitik, Zortea, Fabbian, Sulemana, Castro, Dominguez. Allenatore: Italiano 7.
NAPOLI (4-3-3): Milinkovic-Savic 5.5; Di Lorenzo 5.5, Rrahmani 5.5, Buongiorno 5 (32’st Juan Jesus 6), Gutierrez 6 (32’st Olivera 6); Anguissa 6, Lobotka 6, McTominay 5.5 (37’st Lucca sv); Politano 5 (23’st Neres 5.5), Hojlund 5, Elmas 5.5 (23’st Lang 5). In panchina: Contini, Ferrante, Vergara, Mazzocchi, Beukema, Marianucci, Ambrosino. Allenatore: Conte 5.
Arbitro: Chiffi di Padova 5.5. RETI: 5’st Dalllinga, 21’st Lucumi’. NOTE: Giornata serena, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Hojlund, Lang, Orsolini, Neres. Angoli: 5-4. Recupero: 5′, 4′.
Pasquale Cirillo










