A Pompei si parla di futuro: la fisica quantistica protagonista del convegno “Quantum Nexus – Timeless Entanglement”

Nel cuore dell’antica Pompei, tra rovine cariche di memoria, si è discusso di tecnologie destinate a cambiare il futuro. All’Auditorium del Parco Archeologico si è tenuto “Quantum Nexus – Timeless Entanglement”, convegno internazionale dedicato alla seconda rivoluzione quantistica, organizzato dall’Associazione Eudora in collaborazione con il Parco Archeologico.

All’incontro hanno partecipato oltre 100 scienziati e ricercatori, aprendo un confronto sulle nuove frontiere della fisica quantistica e sulle sue applicazioni in vulcanologia, finanza, sicurezza informatica e comunicazioni.

Ad aprire i lavori è stato il videomessaggio della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha sottolineato il valore simbolico della scelta di Pompei come sede dell’evento: “Scienza e patrimonio culturale parlano la stessa lingua. La fisica quantistica dimostra che le relazioni possono essere più forti della distanza e del tempo.”

Nel corso del convegno sono state illustrate le basi teoriche della fisica quantistica macroscopica e le tecnologie oggi al centro della cosiddetta seconda rivoluzione quantistica:

  • computer quantistici,
  • piattaforme fotoniche,
  • gravimetri quantistici, settore in cui l’Italia è riconosciuta a livello internazionale.

Il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha aperto i lavori con una riflessione sul concetto stesso di tempo: “La percezione del tempo, diceva Sant’Agostino, è un’illusione. Le ricerche quantistiche contemporanee arrivano a conclusioni sorprendentemente simili.”

Tra gli interventi più attesi, quello del professor Stefano Branca dell’INGV, che ha spiegato il ruolo del gravimetro quantistico nel monitoraggio vulcanologico: uno strumento ad altissima precisione che permette di osservare gli spostamenti delle masse all’interno della crosta terrestre, comprese quelle legate alla risalita dei magmi.

Da remoto sono intervenuti anche quattro premi Nobel per la Fisica:
Anthony J. Leggett (2003), John Michael Kosterlitz (2016), Giorgio Parisi (2021) e Michel Devoret (2025). Il confronto tra Leggett, Devoret, Pascazio, Ruggiero, Tafuri e Silvestrini ha ribadito il ruolo centrale della scuola napoletana di superconduttività nelle tecnologie quantistiche.

Un altro tema centrale è stato quello della Quantum Key Distribution (QKD).
Il professor Francesco Cataliotti (CNR Firenze) ha spiegato come questa tecnologia consenta di trasmettere chiavi crittografiche impossibili da intercettare, con applicazioni che vanno dalla finanza alla sanità, fino ai sistemi di sicurezza dello Stato.

Il convegno rappresenta uno degli appuntamenti conclusivi di “2025 – Anno internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica”, iniziativa promossa da ONU e UNESCO per sensibilizzare sull’impatto crescente della fisica quantistica nella tecnologia e nella vita quotidiana.

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