Terremoto dell’Irpinia, 45 anni dopo: memoria, testimonianze e nuove riflessioni sulla prevenzione

A quarantacinque anni dal terremoto che il 23 novembre 1980 devastò l’Irpinia e vaste aree della Campania, della Basilicata e della Puglia, il ricordo di quella notte resta vivo nelle comunità colpite e nella memoria nazionale. Alle 19:34, una violenta scossa interruppe la quotidianità di un tranquillo fine settimana, provocando il crollo di migliaia di edifici e lasciando circa tremila vittime, migliaia di feriti e numerosi sfollati.

Dai racconti dell’epoca emerge la brusca transizione da una serata domestica alla totale emergenza: la luce che si spegne di colpo, il boato, l’impossibilità di rimanere in piedi mentre i palazzi oscillavano. Le strade si riempirono rapidamente di persone in fuga, tra panico e una nebbia fitta che avvolgeva i paesi dell’entroterra. Le notizie alla radio, frammentarie e disordinate, alimentavano l’angoscia mentre le scosse di assestamento proseguivano per ore. Molti trascorsero la notte all’aperto, riscaldandosi con piccoli fuochi o recuperando coperte e indumenti dalle abitazioni ancora agibili. L’alba rivelò un quadro ancor più drammatico, con interi centri storici distrutti e comunità in attesa di soccorsi.

Nel quarantacinquesimo anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha diffuso una dichiarazione in cui afferma che il ricordo del sisma è un: “richiamo costante alla necessità di adeguare sistemi di monitoraggio e di immediata reazione alle vulnerabilità a cui sono esposte parti del territorio italiano e al contempo sprone alla ricerca di soluzioni adeguate in materia antisismica per una ricostruzione che fosse anche rilancio delle aree interne del nostro Paese”.

“Sono trascorsi quarantacinque anni da quel drammatico 23 novembre del 1980 – si legge nel comunicato diffuso dal Quirinale – in cui violente scosse sismiche colpirono l’Irpinia, la Basilicata e alcune aree della Puglia, causando la morte di circa tremila persone, migliaia di feriti e sfollati, milioni di cittadini bisognosi di aiuto”.

“La risposta alla catastrofe da parte delle istituzioni – ricorda Mattarella – e della società civile, dei tanti volontari che, mossi da un profondo spirito di partecipazione e solidarietà, accorsero in aiuto delle popolazioni locali, fu impegnativa e generosa”.

“Una pagina difficile della nostra storia – aggiunge – rimasta impressa nella memoria collettiva, richiamo costante alla necessità di adeguare sistemi di monitoraggio e di immediata reazione alle vulnerabilità a cui sono esposte parti del territorio italiano e al contempo sprone alla ricerca di soluzioni adeguate in materia antisismica per una ricostruzione che fosse anche rilancio di aree interne del nostro Paese. La Repubblica commemora le sue vittime e si unisce al dolore dei familiari” conclude il presidente della Repubblica.

Sul quarantacinquesimo anniversario è intervenuto anche il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci: “Il 23 novembre 1980 il terremoto dell’Irpinia devastò Campania e Basilicata, lasciando ferite profonde e insegnamenti indelebili. Da quella tragedia nacque la protezione civile, simbolo di solidarietà e organizzazione. A 45 anni da quella tragedia, le recenti scosse nell’area di Avellino ci ricordano quanto la prevenzione strutturale sia fondamentale. Un obiettivo che il governo Meloni, dopo anni di inerzia, sta portando avanti con impegno e serietà“.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano
Condividi
PrecedenteOmicidio di Marco Pio Salomone, fermato un 15enne: si è costituito in questura
SuccessivoIl Savoia festeggia a Messina il suo 117° compleanno e la vetta in solitaria
IGV News
Il giornale “il Gazzettino vesuviano”, fondato nel 1971 da Pasquale Cirillo e attualmente diretto da Gennaro Cirillo, si interessa principalmente delle tematiche legate al territorio vesuviano e campano; dalla politica locale e regionale, a quella cultura che fonda le proprie radici nelle tradizioni ed è alla base delle tante associazioni e realtà che operano sul territorio. Siamo impegnati a garantire la massima qualità e la massima integrità nel nostro lavoro giornalistico. Ci impegniamo a mantenere alti standard etici e professionali, evitando qualsiasi conflitto di interesse che possa compromettere la nostra indipendenza e la nostra imparzialità. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri lettori notizie e informazioni affidabili su una vasta gamma di argomenti, dalle notizie di attualità ai reportage approfonditi, dalle recensioni ai commenti e alle opinioni. Siamo aperti a suggerimenti e proposte dai nostri lettori, e ci impegniamo a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con la nostra community.