Presso il bene confiscato alla camorra sede del Collegamento Campano contro le Camorre e di Libera Portici si è tenuta la presentazione dell’ultimo lavoro editoriale di Gianluca Solera: “Prima dell’apocalisse. I codici della speranza”, pubblicato da Castelvecchi Editore. Non un semplice romanzo ma uno scritto filosofico/allegorico, calato nell’attualità. La crisi climatica, i conflitti globali, le derive del capitalismo e il diffondersi dell’odio (sempre più crescente, purtroppo, anche tra i giovani) rappresentano quella “moderna apocalisse” suggerita dall’autore. Tali fenomeni ci impongono di riflettere sui nostri passi e di avviare un percorso verso i codici della speranza.

Un autore tra politica e dialogo interculturale

Solera può essere definito un uomo di frontiera, con una grande esperienza che va dalla politica europea, dove è stato consigliere al Parlamento con i Verdi, all’impegno per il dialogo interculturale, avendo lavorato per anni con la Fondazione Anna Lindh. E proprio questa esperienza gli ha permesso di conoscere una figura come Padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria nel 2013. Si sono conosciuti nel 2006, periodo in cui Solera si occupava di dialogo interculturale tra Oriente e Occidente presso la Fondazione. La sua figura è presente nel romanzo e possiamo riscontrarla in Padre Ignacio che il protagonista dell’opera incontra in un luogo onirico e con il quale intraprenderà un viaggio verso un luogo misterioso: l’Oltre. Scopo di questo cammino spirituale è quello di riscoprire e riportare alla luce i “codici della speranza”, ovvero strumenti morali e spirituali indispensabili per poter “vivere” davvero in questo tempo incerto.

Gli interventi alla tavola rotonda

Alla tavola rotonda, assieme all’autore, ha preso la parola Leandro Limoccia, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – Presidente del Collegamento contro le camorre e Libera Portici, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di offrire ai giovani dei modelli positivi per evitare che seguano percorsi di radicalizzazione o odio, ed ha raccontato il suo personale ricordo di Padre Dall’Oglio e dell’impressione che gli trasmise di un uomo di grande personalità. Solera ha spiegato i motivi che lo hanno portato a scrivere questo volume, sottolineando che la sua volontà è quella di non far ricordare Padre Dall’Oglio solo come il gesuita scomparso o protagonista di un giallo incompiuto, ma come un uomo di pace e con grande coraggio, che non ha avuto paura di ricercare un dialogo tra culture, appoggiando apertamente le istanze di rinnovamento democratico anche durante la Primavera Araba. Una figura, dunque, diventata scomoda.

Simona Buonaura

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