Morte di Marta Ohryzko, il processo si apre tra dubbi e contraddizioni sulle violenze subite

Il processo per fare luce sulla morte di Marta Maria Ohryzko, la 32enne ucraina trovata senza vita il 13 luglio dello scorso anno in un dirupo in località Vatoliere a Ischia, si apre con un clima già carico di interrogativi. Nella prima udienza davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli, finisce sotto esame soprattutto un elemento: le gravi ustioni che la donna aveva riportato alle braccia e di cui aveva parlato alla sua psichiatra.

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In aula è imputato il 43enne russo Ilia Btrakov, compagno della vittima, accusato di maltrattamenti e omicidio volontario pluriaggravato. Secondo la Procura — indagini coordinate dal sostituto Alfredo Gagliardi e dall’aggiunto Raffaello Falcone della sezione Fasce deboli — nel corso dell’ennesima lite Marta sarebbe precipitata nel dirupo, procurandosi una frattura alla caviglia. Lì sarebbe stata poi raggiunta dal compagno che, invece di soccorrerla, l’avrebbe colpita con un pugno e successivamente provocato una asfissia meccanica, risultata fatale, tappandole bocca e naso. Una ricostruzione sempre negata dall’imputato, difeso dagli avvocati Rocco Maria Spina e Ciro Pilato, che ieri ha assistito in silenzio.

Al centro della prima udienza è finita la testimonianza della psichiatra che aveva in cura Marta per aiutarla a superare la sua dipendenza dall’alcol. Proprio da quel racconto è emersa una delle presunte violenze subite: una spinta, avvenuta nel luglio 2022, che avrebbe fatto cadere la donna su una brace ardente, provocandole ustioni di secondo grado a braccia, addome e glutei.

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Ma su questo punto si è aperta una contraddizione. La dottoressa ha riferito che Marta le avrebbe «confessato di essere stata spinta dal compagno dopo un litigio». Una versione però contestata dalla difesa, che ha richiamato la deposizione resa dalla stessa psichiatra nel luglio 2024, quando parlò invece di una caduta accidentale durante una serata con abuso di alcol.

Un aspetto, tuttavia, è apparso chiaro alla teste: «Marta era pronta a tutto per stare con lui. Non si sarebbe separata per nulla al mondo». Una frase che pesa sul quadro già complesso di una vicenda in cui resta ancora molto da chiarire.

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