Una serata tesa, cominciata con frecciatine reciproche tra maggioranza e opposizione e conclusa con le minacce e il tentativo di aggressione fisica, da parte del consigliere di minoranza Gennaro Somma, all’assessore ai Lavori Pubblici Alberto Grosso. E’ quanto accaduto giovedì sera, durante la seduta del consiglio comunale di Pimonte, interrotta bruscamente dal presidente dell’assise Pasquale Somma dopo il gravissimo episodio segnalato a Prefetto e forze dell’ordine.
Tutto è accaduto durante la discussione relativa all’accensione di un mutuo per l’esproprio di un’area privata, di proprietà di alcuni parenti del consigliere di opposizione Antonio Palummo, destinata a diventare luogo di aggregazione per i cittadini e area parcheggio. Durante l’intervento dell’assessore Annalisa Starace, il consigliere Somma si è alzato dal suo banco con l’evidente intento di aggredire fisicamente l’assessore Grosso, urlando minacce ed epiteti vari.
Il gesto è stato fermato soltanto grazie all’intervento immediato di più persone presenti, tra cui il comandante dei vigili Francesco Manzi e un agente, che hanno impedito che l’azione degenerasse in una vera e propria aggressione fisica (come si può notare dalle registrazioni dei lavori del Consiglio sul web).
E particolarmente dure sono le reazioni politiche del giorno dopo. “Nonostante fosse trattenuto – si legge in una nota del gruppo SiAmo Pimonte – il consigliere Somma ha continuato a divincolarsi e tentare di avvicinarsi fisicamente all’assessore Grosso, sfogandosi poi con rabbia contro gli arredi dell’aula consiliare”. Da qui la richiesta di dimissioni rivolta all’esponente della minoranza. “Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza – continua la nota – e chiediamo le dimissioni immediate del consigliere Somma. Quanto accaduto la scorsa sera rappresenta un fatto di gravità inaudita, senza precedenti nella storia recente della nostra comunità. É palese che il consigliere Gennaro Somma non possa più rivestire il ruolo di consigliere comunale: il suo comportamento violento ed intimidatorio è assolutamente incompatibile con la vita delle istituzioni democratiche”.

Ma non è tutto. A rendere il clima incandescente era stato già un altro episodio, definito “increscioso” dal gruppo di maggioranza. “Il consigliere di minoranza Antonio Palummo – prosegue la nota di SiAmo Pimonte – sprezzante della legge ed irrispettoso del ruolo ricoperto, è rimasto in aula con fine intimidatorio, contribuendo lui stesso ad alimentare il clima di tensione sfociato nel successivo tentativo di aggressione verso Grosso.

Palummo si è rifiutato di abbandonare l’aula mentre era in discussione un argomento che riguardava direttamente la propria famiglia, provando a intimidire e fare velate minacce per influenzare l’esito del voto nonostante il divieto categorico della legge. Offese e minacce nei confronti degli altri consiglieri, miste alla necessità di difendere i propri interessi personali e quelli della propria famiglia, hanno innescato una serie di atti consequenziali sfociati in vera e propria aggressione contro l’assessore Alberto Grosso, mentre il consigliere Palummo sogghignava con atteggiamento malizioso.
È doveroso ribadire che il confronto politico può essere acceso, e che in aula si registrano spesso divergenze animate, tuttavia, nulla, assolutamente nulla, può giustificare minacce fisiche o verbali nei confronti di un assessore o di un consigliere nell’esercizio delle proprie funzioni. Noi, rappresentanti del popolo con un mandato chiaro di operare nell’esclusivo interesse dei cittadini di Pimonte, non abbiamo interessi personali da difendere come accade invece per il consigliere Antonio Palummo. Portando la violenza all’interno dell’aula consiliare si pensa di fermare l’azione di questa amministrazione per difendere gli interessi di uno solo, ma non è così”.

Non si è fatta attendere la replica della minoranza. “In merito a quanto accaduto in consiglio comunale – afferma Gennaro Somma – innanzitutto è doveroso da parte mia porgere a tutti le mie più sentite scuse. Allo stesso tempo, è necessario chiarire che il mio comportamento, per quanto non giustificabile, è stata la conseguenza dell’atteggiamento a dir poco provocatorio dell’assessore Alberto Grosso, che durante il consiglio a più riprese è stato irrispettoso di noi consiglieri di minoranza. Va detto inoltre – conclude – che questo atteggiamento arrogante e aggressivo dura già dalle prime sedute del consiglio comunale, un’assemblea che ormai si svolge in un clima di assoluto disordine, assenza di regole e democrazia”.
Francesco Fusco










