Il Napoli conquista con enorme fatica il passaggio ai quarti di Coppa Italia, superando il Cagliari soltanto dopo una serie interminabile di rigori, con dieci esecuzioni per squadra e un alternarsi di emozioni che ha trasformato il Maradona in un teatro di sofferenza, speranza e liberazione finale. I tempi regolamentari, chiusi sull’1-1 grazie alle reti di Lucca ed Esposito, avevano raccontato una gara equilibrata, intensa in entrambe le metà campo.
Le scelte iniziali: turnover di Conte e novità per Pisacane
Antonio Conte opta per un turnover massiccio, rilanciando dal primo minuto un tridente inedito formato da Politano, Lucca e Ambrosino, e affidando le chiavi del centrocampo al giovane Vergara, alla sua prima da titolare.
Il Cagliari risponde con scelte altrettanto significative: Pisacane mette Pavoletti al centro dell’attacco, con alle sue spalle Luvumbo, Kilicsoy e Gaetano, giocatori chiamati a dare velocità alle transizioni offensive.
Il Napoli comanda il gioco e trova il vantaggio con Lucca
Gli azzurri partono con decisione, cercando di far male soprattutto sulla sinistra grazie alla spinta di Olivera e ai movimenti di Lucca e Vergara. Lucca sfiora già il gol al 17’ con una conclusione che termina fuori di poco, mentre il Cagliari, pur contenendo, non riesce a creare veri pericoli.
Il vantaggio arriva al 28’: su cross millimetrico di Vergara, la traiettoria profonda raggiunge Lucca, che svetta imperiosamente e insacca di testa. Al 33’ il centravanti sfiora addirittura la doppietta con un sinistro che lambisce il palo.
Il Napoli gestisce il possesso, preferendo ragionare piuttosto che forzare, mentre il Cagliari prova a ripartire ma sbatte sempre contro una difesa organizzata.
La ripresa si accende: tentativi azzurri e contromosse del Cagliari
Il secondo tempo si apre con i tentativi di Politano (49’) e Mazzocchi (51’), sui quali Caprile risponde da protagonista.
Per cambiare inerzia, Pisacane inserisce Prati, Borrelli ed Esposito, aumentando pressione e qualità. Al 58’ Prati va al tiro due volte, trovando prima un angolo e poi un’altra deviazione che porta Luperto al colpo di testa, fuori di un soffio. Lo stesso Esposito manda alle stelle da buona posizione.
Il pareggio del Cagliari: Esposito sfrutta un rimpallo
Il gol rossoblù arriva al 67’: Borrelli si accentra e tenta l’apertura verso destra, il tocco di McTominay diventa però un assist involontario per Esposito, che si ritrova tutto solo davanti a Milinkovic-Savic e insacca con freddezza.
Il Cagliari prende fiducia: Esposito sfiora il raddoppio al 77’ su azione di Idrissi, poi all’84’ Deiola spreca incredibilmente di testa sugli sviluppi di una punizione, colpendo male da posizione perfetta.
Il Napoli prova a vincerla prima dei rigori
Gli azzurri reagiscono e tornano a spingere: al 70’ McTominay conclude al termine di un’azione costruita con Hojlund, ma senza precisione. All’87’ ancora lo scozzese impegna Caprile con un mancino a giro dopo un grande stop in area.
Nel recupero è il turno di Neres, che si vede deviare un tiro insidioso, poi Spinazzola trova un Caprile attentissimo. L’ultimo brivido è una sassata di Politano da fuori che sfiora il palo, chiudendo un finale intenso.
La serie infinita dagli undici metri: dieci rigori a testa
La sfida si decide quindi ai rigori, con una lotteria interminabile:
– sbagliano Felici e Neres;
– segnano quasi tutti gli altri;
– addirittura Milinkovic-Savic entra nella storia trasformando il proprio penalty.
Si procede ad oltranza, con il Maradona in apnea. L’errore decisivo è di Luvumbo, ipnotizzato dal portiere serbo, mentre a chiudere tutto con freddezza glaciale è Buongiorno, che firma il rigore della qualificazione.

Un Napoli stremato ma ai quarti
Il Napoli conquista così un pass pesante, frutto di carattere, gestione dei momenti complicati e una resistenza mentale utile in una gara che sembrava non voler finire mai. Gli azzurri affronteranno ora la vincente tra Como e Fiorentina, con il morale alto dopo aver superato una delle prove più dure della stagione.
Pasquale Cirillo










