Inizialmente avevamo applaudito all’apertura del Giraud, dopo anni di viaggi per vedere i bianchi a Cardito, ci sembrava di aver ritrovato la nostra casa, anche se era ancora un cantiere. Poi abbiamo cominciato a giocare con qualche migliaio di spettatori, ma era ancora tutto bello, la squadra, nonostante gli uccelli, volava bene e ci faceva divertire. Chi si aspettava il contrario, rimaneva deluso, nel frattempo i punti in classifica ci portavano al primo posto in campionato, la gente strabuzzava gli occhi e quasi non ci credeva. Erano anni che non vedevamo la classifica dall’alto, un sogno, tutto era un sogno dal quale non ci si voleva svegliare, ma i lupi, erano in agguato.

A qualcuno ciò dava fastidio e allora ecco la doccia fredda… nel vero senso della parola: da mesi la caldaia non funziona, con quello che era stato investito, i calciatori dovevano fare la doccia con acqua fredda e qualcuno s’è ammalato.

Ma non era solo la doccia a non funzionare, c’era il secondo lotto da iniziare, per dare ai torresi il loro stadio, una tribuna intera, che era stata spezzettata per fare spazio agli ospiti, un settore ovviamente inibito ai tifosi locali, così come i distinti ed poi i fari che non reggono… Cioè se si facessero questi lavori, il Giraud tornerebbe ai suoi quasi diecimila posti per sognare ciò che la società sta preparando.

Sembra impossibile, in genere il “Punctum dolens” era sempre la società, ora invece risulta essere il comune con i suoi amministratori. In settimana s’era visto che qualcosa non andava. Il bilancio veniva approvato col supporto di alcuni consiglieri di minoranza, in quanto, ben quattro consiglieri di maggioranza si sono “improvvisamente ammalati”.

Ciò era prodromico al pensiero che a qualcuno le cose non andavano come speravano e quindi il calderone dei cattivi pensieri cadeva addosso a tutti i tifosi o amanti di questa città e di questa società. Oggi a parlare è stata la società Savoia 1908 e in tanti hanno duramente commentato.

Ora spero solo che si rinsavisca, non me la prendo col sindaco Cuccurullo che si è sempre dimostrato disponibile, ma con chi non ama Torre Annunziata e l’unica cosa che sta funzionando… il mio, il nostro Savoia… e mò bona serata.

Ernesto Limito

Così parlò… il Savoia

Di seguito i due comunicati del Savoia 1908 che hanno denunciato lo stato di arretratezza dei lavori allo stadio cittadino e le condizioni inaccettabili dell’impianto allo stato attuale. La stessa Società torrese ha poi chiarito di non criticare il sindaco, sempre disponibile al confronto e pronto ad abbracciare il progetto Savoia che sta dando lustro sportivo alla sua città.

Il primo comunicato in mattinata:

Caro Sindaco, consapevoli del suo impegno e delle battaglie con i suoi dirigenti, fino ad oggi abbiamo scelto il silenzio.
Abbiamo scelto la collaborazione.
Abbiamo scelto di mostrare alla città uno stadio come se fosse un impianto all’avanguardia, anche quando tutti sappiamo che non lo è. Non vogliamo elencare le mille questioni irrisolte, né tornare sulle promesse non mantenute.
Qui parliamo della base, della condizione minima per poter parlare di sport e di dignità: l’acqua calda.
Da tre mesi assistiamo a lavori, scavi e contro-scavi finanziati con soldi pubblici.
E dopo tre mesi… nulla funziona.
Se ce ne fossimo occupati noi, con meno risorse e più competenza, oggi lo stadio sarebbe pienamente operativo.
E questo è sotto gli occhi di tutti.
Questa mattina il mister è stato costretto a sospendere gli allenamenti: abbiamo sei giocatori influenzati, tra cui Munoz con 40 di febbre.
Atleti che rappresentano Torre Annunziata, costretti da mesi a fare la doccia con acqua gelata.
E domenica il Savoia dovrà affrontare in Sicilia una partita fondamentale, una gara che può segnare il nostro percorso.
E mentre la squadra si prepara a difendere il nome della città, l’impianto sportivo cittadino non è in grado di garantire neanche i servizi essenziali.
Per tre mesi ci avete detto “domani”.
Domani sistemiamo.
Domani risolviamo.
Domani è pronto.
Ma questo “domani” non è mai arrivato.
Nel frattempo, dobbiamo constatare che parte dell’apparato amministrativo comunale ha mostrato, nei fatti, una straordinaria capacità solo in un ambito: ostacolare il progetto Savoia.
Su questo, purtroppo, si sono dimostrati davvero efficienti.
E la città lo vede.
Siamo stanchi.
Stanchi di aspettare, stanchi di giustificare, stanchi di vedere la squadra penalizzata da problemi che non dovrebbero nemmeno esistere.
Abbiamo rispettato tutti.
Abbiamo tenuto il riserbo.
Abbiamo evitato polemiche per proteggere l’immagine della città.
Ma adesso basta.
Il Giraud merita rispetto.
Gli atleti meritano rispetto.
Torre Annunziata merita rispetto.
E noi non siamo più disposti ad accettare questa situazione”.

Il secondo comunicato qualche ora più tardi:

Cari tifosi,
dopo la pubblicazione del nostro post stiamo leggendo molti attacchi personali rivolti al Sindaco a seguito della nostra presa di posizione sulla vicenda dello stadio Giraud.
È giusto che voi sappiate una cosa, chiaramente e senza equivoci, la nostra critica non è mai stata rivolta alla persona del Sindaco, né al suo impegno.
Pur essendo a capo dell’Amministrazione, fin dal primo giorno lui è sempre stato vicino al progetto Savoia.
Ha dimostrato attenzione, disponibilità e, soprattutto, la volontà di accompagnare la rinascita del club, anche quando questo significava esporsi, metterci la faccia e assumersi responsabilità non semplici.
La verità, ed è sotto gli occhi di tutti, è che ci troviamo di fronte a una macchina burocratica lenta, pesante, incapace di rispondere ai tempi e alle esigenze di chi fa impresa e sport.
Una struttura amministrativa che non cambia mai, fatta dalle stesse figure che – anche durante il periodo di commissariamento – hanno prodotto ritardi, inefficienze e immobilismo.
La nostra denuncia è rivolta al sistema, non alla persona.
Ed è proprio per questo che il nostro augurio, e il nostro invito, è che il Sindaco faccia tutto ciò che è in suo potere per invertire questa rotta, superare l’immobilismo e dare finalmente alla città impianti e servizi all’altezza della storia di Torre Annunziata.
Oggi vogliamo dirlo con chiarezza: noi siamo al suo fianco.
Se siamo ancora qui, se continuiamo a lottare per riportare il Savoia dove merita, è anche perché abbiamo trovato nel Sindaco un interlocutore presente, leale e realmente intenzionato ad aiutare questo progetto.
Continuiamo a combattere tutti insieme: società, istituzioni e tifoseria.
Perché una città che vuole rinascere deve imparare a remare nella stessa direzione”.

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