E’ passata una estate e poco più dalle elezioni comunali e, purtroppo, pare proprio che la politica, a Volla, sia nuovamente impantanata, in linea con quanto già mostrato nella scorsa esperienza amministrativa.
Il nodo del bilancio riequilibrato
Ebbene, per poter ripartire, la nuova vecchia amministrazione di centrosinistra aveva l’obbligo di inviare al Ministero dell’Interno una proposta di Bilancio riequilibrato. Un documento finanziario indispensabile dopo che circa due anni fa fu scelta, sempre dall’allora amministrazione Di Costanzo, la via del dissesto finanziario.
Oggi la riconfermata amministrazione Di Costanzo appare nuovamente sull’orlo di una crisi amministrativa dopo una comunicazione giunta dal Ministero che richiama l’Ente a fornire Ulteriori Rilievi e richieste istruttorie al fine di completare l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2023/2027, l’indispensabile documento finanziario, inviato già lo scorso ottobre, ma a quanto pare, insufficiente per essere accettato.
Nel documento ministeriale si legge che “…si rappresenta che dall’esame della documentazione complessivamente presentata risulta che, ai fini della valutazione della validità delle misure disposte dall’ente, per consolidare la propria situazione finanziaria e della capacità delle misure stesse di assicurare stabilità alla gestione finanziaria dell’ente medesimo, è necessario acquisire entro il termine massimo di sessanta giorni dalla ricezione della presente, gli ulteriori elementi integrativi di cui all’elenco allegato, nonché eventuali provvedimenti che l’ente ritenesse necessario adottare a seguito dei rilievi e delle richieste istruttorie di cui al presente supplemento istruttorio”. In pratica la documentazione inviata risulterebbe mancante di diversi dati che il comune di Volla è tenuto a fornire.
Le accuse di Fratelli d’Italia con Annone
Sulla questione è intervenuto il presidente di Fratelli d’Italia a Volla, Giuseppe Annone, da sempre nella politica locale ed esponente di spicco dell’opposizione extraconsiliare alla maggioranza uscita dalle urne a giugno scorso.
“Ennesima menzogna per attutire il colpo. Sappiamo bene che questa amministrazione ricorre a parole dolci per nascondere le proprie criticità. Il Ministero, infatti, non ha richiesto nuovi approfondimenti: ha semplicemente rimandato al mittente gli elaborati prodotti, chiedendo inoltre il preconsuntivo — già domandato in precedenza — al 31/12/2025. Un documento che potrebbe modificare sensibilmente la situazione dell’ente, soprattutto se le riscossioni non dovessero corrispondere a quanto dichiarato nell’ultimo bilancio inviato a ottobre.
Tutto ciò avrebbe potuto essere trasmesso già lo scorso ottobre. L’amministrazione, invece, ha preferito inviare quattro scartoffie, unicamente per interrompere i termini ed evitare lo scioglimento da parte del Ministero. Una operazione effettuava esclusivamente al fine di mantenere la ‘poltrona’ in consiglio comunale.
Attendiamo ora la giunta del 14 gennaio, data ultima per permettere ai consiglieri di analizzare con attenzione i documenti in vista del successivo consiglio comunale che è tenuto perentoriamente a rispondere alle richiese ministeriali”.
Un analisi e un giudizio tagliente sull’operato dell’amministrazione, insediatasi da cinque mesi, ma in continuità con quella sfiduciata circa tredici mesi fa. Ma Annone aggiunge anche che: “Questa amministrazione sarà capace di fornire un riequilibrio di bilancio finalmente serio? Io penso di No. Il riconfermato assessore Vincenzo del Vecchio, fautore del dissesto, ad oggi, nei fatti, non appare capace di realizzare un documento completo e soprattutto credibile”.
Le richieste del Ministero
Intanto sempre nella missiva proveniente da Roma, il Ministero richiede anche un preconsuntivo 2025 che, risulterebbe senza le cifre previste, soldi non incassati, cosa che costringerebbe l’amministrazione a rivedere il piano di rientro per i prossimi anni.
Infine, cosa che appare anche più grave se possibile, oggi, o meglio, qualche giorno fa, dato che il documento ministeriale è giunto a Volla con data 3 dicembre, il Ministero dell’Interno chiede anche il consuntivo del 2021 che portò alla dichiarazione di dissesto. Forse sulla scelta di dichiarare la condizione di grave crisi finanziaria dell’ente, operata da Di Costanzo, Del Vecchio e company, qualcosa non quadra nemmeno nei palazzi romani?
Filippo Raiola









