L’alba porta con sé una scena complessa nel campo rom di via del Riposo, dove i carabinieri della compagnia di Poggioreale hanno avviato la terza operazione ad alto impatto nel giro di pochi giorni. Dopo gli interventi nei campi di via del Macello e via Grimaldi, i militari hanno trovato una distesa di elettrodomestici, materiali ferrosi e rifiuti per una volumetria di circa 30 metri cubi, uno scenario che conferma un degrado ormai strutturato e un quadro sociale frammentato che richiede monitoraggio continuo.

Il nuovo intervento nel campo rom

Disposto dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli, il controllo ha avuto come obiettivo la sicurezza ambientale, la prevenzione dell’illegalità diffusa e il censimento degli abitanti del campo. A supporto dei militari, anche gli agenti della polizia municipale, impegnati nell’identificazione dei residenti e nella verifica delle condizioni dell’area.

All’arrivo del dispositivo, i carabinieri hanno sorpreso un ventiseienne di origini rumene nella propria auto parcheggiata vicino al modulo abitativo. Nel veicolo erano accatastati diversi elettrodomestici e rifiuti ferrosi, materiale simile a quello disseminato all’esterno della vettura. L’uomo, già con precedenti specifici, è stato denunciato.

Il degrado e i rifiuti accatastati

Gran parte del materiale ritrovato si trovava in un’area comune del campo, totalmente invasa da lavatrici, forni a microonde, scaldabagni, condizionatori e altro materiale ferroso. Tutto è stato sequestrato e sarà rimosso da una ditta autorizzata. Nel corso dei controlli sono stati individuati anche 4 veicoli in stato di abbandono, che sono stati sottoposti a sequestro.

La grande quantità di rifiuti ha alimentato il sospetto che, in molti casi, siano gli stessi abitanti del quartiere circostante ad abbandonare gli elettrodomestici nei pressi del campo, considerandolo una modalità di smaltimento più “comoda” rispetto al conferimento regolare in discarica.

In un’altra zona del campo, i carabinieri hanno rinvenuto numerose sedie scolastiche, probabilmente frutto di furti avvenuti negli istituti della zona.

Il censimento e la “popolazione fantasma”

L’operazione, seguita anche dalle telecamere del Mattino, ha permesso di identificare 71 adulti, di cui 20 con precedenti penali, e 22 minori, per un totale di 93 persone. Il censimento rappresenta uno dei punti chiave delle operazioni ad alto impatto, definite necessarie per scattare una fotografia reale di quella che viene spesso descritta come una “popolazione fantasma”.

Il comandante della compagnia di Poggioreale, Tiziano Laganà, ha spiegato: «Quella di oggi è la terza operazione di questo tipo che svolgiamo nell’arco di pochi giorni. Negli altri due campi abbiamo trovato 400 chili di rame rubato, ma anche alcuni cani tenuti in condizioni di abbandono e di deperimento, probabilmente rubati perché già dotati di microchip».

I minori e la questione scolastica

Nonostante le criticità evidenziate dai controlli, un dato positivo riguarda i minori del campo di via del Riposo, risultati regolarmente censiti e iscritti a scuola. Un elemento che, secondo i carabinieri, rappresenta un fondamento nel contrasto alla marginalità.

Laganà ha sottolineato: «La dispersione scolastica è un punto cardine sul quale interveniamo. Siamo di fronte a un problema sociale e la base di partenza è nell’istruzione dei bambini. Attraverso le segnalazioni ai servizi sociali possiamo verificare che i minori seguano un percorso di studi».

Un controllo a largo raggio

L’intervento rientra nella più ampia strategia del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, che nelle ultime settimane ha intensificato i controlli nei diversi campi rom della provincia, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di illegalità ambientale, abbandono di rifiuti, sottrazione di materiali e irregolarità nel censimento dei residenti.

Le attività nei campi di via del Riposo, via Grimaldi e via del Macello mostrano uno spaccato complesso, nel quale convivono degrado, violazioni ambientali e nuclei familiari con situazioni sociali delicate che necessitano di monitoraggio costante.

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