Collaboratori scolastici circondati da stufe portatili, insegnanti e bambini costretti a seguire le lezioni con giubbotti addosso. È questa la scena che ogni giorno si presenta agli occhi dei genitori che accompagnano o riprendono i propri figli al plesso Dalbono dell’Istituto Comprensivo 4 “De Lauzieres” di Portici.
Disagi nonostante la riapertura
Una situazione che appare ancora più paradossale se si considera che l’edificio è stato riaperto da poco, dopo lunghi mesi di chiusura per lavori di adeguamento antisismico. Eppure, nonostante l’inaugurazione in grande stile, la scuola è ancora alle prese con alcuni disagi, di cui uno piuttosto importante: l’impianto di riscaldamento è fuori uso e i termosifoni restano spenti, costringendo alunni, docenti e personale ATA a trascorrere le giornate in ambienti freddi e poco confortevoli.
Secondo quanto riferito, l’impianto non sarebbe mai stato realmente attivato, nonostante la normativa preveda l’accensione dei termosifoni nelle scuole già dal 22 novembre, e comunque non oltre il 1° dicembre. Inoltre, la temperatura minima negli ambienti scolastici per legge dovrebbe essere pari o superiore ai 18 gradi. Con l’abbassarsi delle temperature la situazione è diventata più preoccupante, soprattutto per le possibili ripercussioni sulla salute degli studenti e di chi lavora nella struttura. Dal 15 settembre, giorno della riapertura della scuola, i disservizi non sarebbero mai mancati.
Problemi strutturali e proteste dei genitori
Una mamma di un bambino della scuola dell’infanzia racconta che, oltre un mese fa, dopo essere stata chiamata per alcuni disturbi gastrointestinali del figlio, aveva riscontrato personalmente l’assenza totale di acqua calda nei bagni. Una mancanza confermata anche dai collaboratori scolastici, costretti per mesi a svolgere le pulizie utilizzando esclusivamente acqua fredda. La situazione si sarebbe risolta solo in occasione delle recenti elezioni regionali, con l’arrivo dei militari nel plesso.
Il freddo di questi giorni ha esasperato ulteriormente gli animi. Non sono mancate proteste e momenti di forte tensione nelle giornate di giovedì e venerdì 4 e 5 dicembre. Le famiglie chiedono interventi immediati mentre il personale scolastico che deve gestire questi momenti di tensioni ci tiene a sottolineare che non hanno alcuna responsabilità né potere decisionale in merito.
“Non è possibile che una scuola, dove si trovano anche bambini piccolissimi, si trovi in queste condizioni. I nostri figli hanno diritto di stare in un ambiente sicuro, caldo e dignitoso”, denunciano alcuni portavoce dei genitori.
Attese per una soluzione
Al momento si attendono risposte concrete da parte degli enti competenti, mentre la comunità scolastica continua ad affrontare quotidianamente una situazione che appare sempre meno sostenibile. Martedì 9 dicembre, al rientro a scuola, bambini e personale scolastico troveranno ancora una volta gli stessi disagi? Se così fosse, i genitori fanno sapere che sono pronti a organizzare forme di protesta più concrete per non restare, ancora una volta, inascoltati.
Per onore di cronaca, in giornata è girato questo messaggio sulle chat dei genitori: “Buongiorno a tutti volevo comunicarvi che a scuola stanno effettuando pulizia e cambio pezzo dei termosifoni”. Quindi nei prossimi giorni la situazione potrebbe finalmente prendere la strada della risoluzione della preoccupante ed incresciosa situazione.
Mario Zambardino









