Il Napoli arriva al Bluenergy Stadium con addosso le scorie della brutta sconfitta in Champions League contro il Benfica e ne esce con un altro ko pesantissimo, che sa di smarrimento e di occasione gettata via. Contro un’Udinese reduce da due sconfitte consecutive e da quattro ko nelle ultime cinque gare, la squadra di Conte appare scarica, assente, senza anima, incapace di reagire nei momenti chiave e di sfruttare il pareggio interno del Milan contro il Sassuolo, che poteva rappresentare una svolta nella corsa in alto. Finisce 1-0 per i friulani, ma il punteggio racconta solo in parte una gara che ha visto il Napoli soffrire, rincorrere e affidarsi più agli episodi che a un gioco riconoscibile.
Emergenza e scelte obbligate: Conte senza alternative
L’ennesima serata complicata è figlia anche di una emergenza infortuni che continua a mordere, soprattutto a centrocampo. Conte è costretto a schierare lo stesso undici titolare per la terza partita consecutiva, segnale evidente di una rosa in difficoltà fisica e numerica. Non se la passa benissimo nemmeno l’Udinese, privata di Kamara, Zemura sulla corsia mancina e di Atta come mezzala sinistra, ma Runjaic riesce comunque a trovare soluzioni, come l’impiego di Bertola a tutta fascia, scelta che si rivelerà decisiva sin dai primi minuti.
Avvio azzurro, poi l’Udinese prende campo
L’inizio è di marca partenopea. Al 10’ il Napoli costruisce la prima vera occasione con il cross basso di Spinazzola dalla sinistra e l’inserimento di Lang, anticipato in modo provvidenziale da Bertola, che salva i suoi quando il gol sembra fatto. L’olandese ci riprova poco dopo su calcio d’angolo, ma la conclusione termina alta. Sono però fiammate isolate. Col passare dei minuti l’Udinese guadagna metri, alza l’intensità e riequilibra la partita. Al 30’ è Ekkelenkamp a provarci dal limite, costringendo Milinkovic-Savic a una respinta laterale che tiene in vita il Napoli.
Ripresa a senso unico: Var protagonista e Napoli in apnea
Il secondo tempo racconta tutt’altra storia. L’Udinese rientra in campo con una pressione feroce, trascinata da un Zaniolo incontenibile, e il Napoli va subito in affanno. Al 53’ i friulani trovano il gol con Davis, lesto nel tap-in dopo una respinta centrale di Milinkovic-Savic su tiro di Bertola, ma il Var annulla per fuorigioco millimetrico. È solo il primo campanello d’allarme.
Al 59’ serve un intervento miracoloso di Milinkovic-Savic, che respinge d’istinto sulla traversa una conclusione ravvicinata e potentissima di Piotrowski. Il Napoli perde tutti i duelli in mezzo al campo, è sotto ritmo e sembra incapace di reagire.
Due gol annullati e un assedio continuo
L’assedio bianconero non si ferma. Al 68’ il Var torna protagonista: Zaniolo segna, ma l’arbitro Sozza, richiamato al monitor, annulla per un recupero falloso di Karlstrom sul neoentrato Lobotka a inizio azione. In mezzo c’è anche una traversa colpita da Piotrowski, a certificare una supremazia che il Napoli non riesce in alcun modo a scalfire. Gli azzurri sono inermi, appoggiati più alla speranza che a una manovra lucida.
La perla di Ekkelenkamp che decide la gara
Al terzo tentativo, inevitabilmente, arriva il gol buono. Al 73’ Ekkelenkamp riceve palla al limite e lascia partire un destro a giro straordinario, che si infila sotto l’incrocio e non lascia scampo a Milinkovic-Savic. È l’1-0 che fa esplodere il Bluenergy Stadium e che fotografa una partita in cui l’Udinese ha meritato la vittoria, per intensità, coraggio e qualità delle giocate.
Finale di cuore, ma troppo poco
Nel finale Conte prova il tutto per tutto e butta nella mischia anche l’ex Lucca. Proprio da un suo recupero nasce l’occasione più clamorosa per il Napoli: all’88’ assist basso di Lucca per Hojlund, che da meno di un metro manda incredibilmente alto, divorandosi il pareggio. Al 93’ c’è spazio anche per un palo esterno colpito da Lucca in spaccata sul cross dello stesso Hojlund. È l’ultimo sussulto di una serata storta.
Napoli in frantumi a Udine, il doppio impegno presenta il conto
Classifica e segnali preoccupanti
Il Napoli resta inchiodato a 31 punti, viene superato dal Milan e resta in attesa della gara dell’Inter, mentre l’Udinese sale a 21 punti. Due sconfitte consecutive, dopo quella con il Benfica, che pesano come macigni. I problemi fisici non possono spiegare tutto: la sensazione è quella di una squadra che si è nuovamente persa, lontana parente di quella capace di entusiasmare. E adesso toccherà a Conte capire e spiegare i motivi di queste ultime disfatte, perché per chi ama il Napoli così, questa, fa davvero male.
Pasquale Cirillo









